Riforma sanitaria, Adele Pino (Pd): «Centrodestra disco rotto e stonato, riforma giusta»

Il segretario del Pd di Trieste, Adele Pino, dopo la mozione del forzista Piero Camber su attività pronto soccorso

«Sulla sanità il centrodestra è un disco rotto e stonato: fanno la solita strumentalizzazione politica, in particolare sul pronto soccorso. La riforma sanitaria va nella giusta direzione, ma, come ogni riforma strutturale vera, che incide anche sulla cultura aziendale, necessita di tempo per dare i suoi frutti». Lo afferma il segretario del Pd di Trieste, Adele Pino dopo l’audizione del direttore generale dell’Azienda sanitaria integrata di Trieste Nicola Delli Quadri, oggi in commissione in Comune, e dopo la mozione presentata dal forzista Piero Camber sull’attività del pronto soccorso e dei Cap.
 
Secondo Pino «le critiche del centrodestra sono strumentali perché si sa che i problemi del pronto soccorso di Trieste non sono nati ieri, e sono gli stessi dei pronto soccorso di tutta Italia. Le soluzioni organizzative territoriali utili a ridurre gli accessi, migliorando la presa in carico domiciliare, proposti dalla riforma sanitaria regionale, sono in linea con quanto si sta cercando di fare in tutte le regioni italiane. Ovviamente  l’obiettivo non è impedire l’accesso in ospedale, ma renderlo non necessario migliorando la salute delle persone, e questo richiede tempo e impegno». 
 
«Dal 2010 - evidenzia Maria Grazia Cogliati Dezza responsabile sanità e welfare del Pd di Trieste - si  è assistito a un trend di significativo calo degli accessi in pronto soccorso, mentre si è registrato un aumento nel 2016, prevalentemente nei primissimi mesi dell’anno. Tale aumento risulta in linea con quanto accade nei pronto soccorso della regione e d’Italia. Andando a informarsi e a leggere il dato con la necessaria serietà, ci si accorge che la gran parte dell’aumento degli accessi è legata a quei codici, i rossi e i gialli, relativi a problemi di salute gravi o gravissimi per i quali è assolutamente necessario l’invio in pronto soccorso. Inoltre l’aumento degli accessi per gran parte è relativo a persone molto anziane; nel 2016 l’indice di vecchiaia a Trieste è nettamente aumentato, passando da 250 del 2015 a 254 del 2016».
 
«In queste settimane – afferma Lorenzo Cociani, referente sanità e welfare del Pd Fvg - abbiamo assistito a una delle peggiori epidemie influenzali degli ultimi anni, che ha colpito anche molti anziani e persone fragili. I picchi, assolutamente imprevedibili, hanno causato un’ondata eccezionale di accessi in pronto soccorso e di ricoveri e, in generale, una pressione sulla sanità triestina enorme. L’Azienda sanitaria ha gestito l’emergenza, ricevendo tutto il sostegno e le risorse necessarie dalla Regione, coinvolgendo gli operatori e rafforzando i servizi, pur scontrandosi con la difficoltà nel reperire personale aggiuntivo. Nonostante la situazione di difficoltà la risposta è stata adeguata e garantita anche questa volta a tutti i cittadini».
 
«Quanto ai Centri di assistenza primaria Cap – spiega Cogliati - inaugurati alcuni giorni fa e in corso di attivazione, vanno a sviluppare, in linea con la riforma sanitaria, quei servizi territoriali che, a Trieste, da tempo sono attivi ed efficaci, ben conosciuti dai tanti triestini che ogni giorno li utilizzano. Servizi che, come i Cap, nel corso dell’anno, verranno ulteriormente implementati. Creare allarmi ingiustificati non dovrebbe essere nel Dna di una buona politica, specialmente quando l’argomento è la salute di tutti i cittadini della nostra città e la credibilità delle istituzioni sanitarie che quella salute devono garantire».
 

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