Sanità, Muzzi (Pd): «Un errore cancellare la riforma»

«Nomina dell’assessore alla Sanità rappresenta un momento delicato per Fedriga»

«La nomina dell’assessore alla sanità rappresenta oggi un momento delicato per il Presidente della Regione, per le scelte da prendere sia sulla riforma sanitaria sia sul sistema nel suo complesso. Cancellare la riforma - come hanno dichiarato colore che cercavano solo consenso giocando a basso costo sull’emotività – credo sia un errore». Lo afferma il membro dell’Assemblea provinciale del Partito Democratico di Trieste Aureo Muzzi.
«Valorizzare, invece, i condivisibili principi ispiratori (la centralità del paziente, l’attenzione alla cronicità, lo spostamento del baricentro delle cure dall’ospedale verso il territorio, l’aggregazione dei Medici di Medicina Generale, la continuità delle cure e la presa in carico del paziente, l’integrazione sociosanitaria, la valorizzazione delle professioni sanitarie e la scelta del sistema Hub e Spoke delle cure ospedaliere) migliorandone i limiti emersi, ritengo sia la strada da percorrere».

«Auspico che il nuovo assessore intervenga sia migliorando il sistema sanitario regionale – sempre necessario, anche se già oggi uno dei migliori in Italia - sia rivedendo la riforma, com’è sempre utile in corso d’opera, partendo dall’adeguamento della sua base ideologica e teorica alla fattibilità e all’appropriatezza delle azioni, per arrivare a una basata sulle migliori evidenze scientifiche, cliniche e organizzative, mantenendone i principi ispiratori».
«Ci sono state varie critiche sugli aspetti più controversi della riforma (le aree di pertinenza delle aziende, la fusione tra ospedale, università e territorio, il ruolo delle professioni sanitarie con un’interpretazione fuorviante a Trieste, i Cap e la configurazione della rete ospedaliera col sistema Hub e Spoke) in parte condivisibili, in parte dovute allo scontro politico, spesso sopra le righe. Inoltre si è visto quanto importante sia un centro culturale e scientifico, come potrebbe essere l’Agenzia regionale della sanità, troppo facilmente cancellata dall’amministrazione Tondo, non adeguatamente sostituita dalla Direzione Centrale».

«A questo punto, il sistema migliore per intervenire sulla riforma e sul complesso della sanità regionale è l’ascolto e il confronto con i professionisti della sanità, con chi lavora sul campo, con i programmatori che sono gli unici ad avere la visione d’insieme e con le organizzazioni dei pazienti, che vivono direttamente sulla loro pelle il nostro impegno e purtroppo anche i nostri errori, che possono capitare, ma di cui bisogna far tesoro per evitarli».
«Mi auguro che lo faccia con grande attenzione e prudenza - per evitare danni che potrebbero derivare da una generica azione di rivalsa sugli “avversari”- con spirito costruttivo e condivisibile da chi conosce bene il sistema sanitario e dai cittadini, mantenendo quanto di buono è stato costruito nel corso degli ultimi venti anni dalle varie amministrazioni regionali, rinnovando quanto è necessario, in rapporto ai dati epidemiologici e non alla ricerca di un facile consenso elettorale o personale».
«Credo - conclude - che se farà così, mantenendo la sanità e quindi la nostra salute sopra il becero scontro politico, potrà contare sulla collaborazione di molti».

 

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