Riforma sanitaria, Pd Fvg a Riccardi (Fi): «Valutazioni errate e imbarazzanti»

Codega: «Si informi prima di parlare: liste d'attesa in miglioramento» Rotelli: «Prende lucciole per lanterne, ambulatori a carico dell'Azienda unica»

Franco Codega e Franco Rotelli

«È imbarazzante che un uomo politico navigato come Riccardi, accreditato ad essere uno dei possibili candidati a presidente, esternizzi valutazioni sulla riforma sanitaria del tutto estemporanee». A parlare è il consigliere Franco Codega (Pd). «Egli fa riferimento alla relazione sulle liste di attesa, presentata alcune settimane in Commissione competente, per decretare il fallimento della riforma». Parole in libertà, per Codega.

«Una lettura attenta della relazione - sottolinea il consigliere - dice esattamente il contrario. Se è vero come è vero che i dati del 2015 sono innanzitutto i dati di fatto pre-riforma, quelli ereditati dalla gestione precedente, in quanto la legge di riforma datata ottobre 2014 ha ovviamente cominciato a dare i suoi primi frutti non certo nel 2015 ma nel 2016. E i dati sulle liste di attesa tra il 2015 e il 2016 sono appunto migliorati: dal 64 al 74% gli appuntamenti con priorità Breve, svolti dentro i termini previsti; dal 75 al 76% gli appuntamenti a priorità Differita, entro i termini».

«Riccardi parla poi del torto di aver posto "la barra" dell'asticella troppo in alto. Ovviamente non ricorda che la barra, sostanzialmente di eguale valore era stata messa dalla Giunta di cui lui stesso faceva parte ancora nel 2011. Si informi prima di parlare», conclude Codega.

Anche il presidente della III Commissione Salute, Franco Rotelli (Pd) replica alle accuse del capogruppo di Forza Italia :
«In una spregiudicata corsa elettorale, il consigliere Riccardi trasforma il titolo equivocabile di un articolo in un'affermazione mai fatta dall'assessore Telesca. In tema di liste d'attesa è del tutto evidente che le risposte sono di natura ambulatoriale e qualunque persona che si occupa di organizzazione sanitaria, si rende conto che a partire dalla Riforma, l'attività ambulatoriale non è più a carico degli ospedali, ma a carico dell'azienda unica».

«Non è quindi un problema nominalistico affermare che finanziare di più, eventualmente, la possibilità di rispondere ad attese di prestazioni diagnostiche ha a che fare direttamente ed inequivocabilmente con il potenziamento dell'attività territoriale. Non è detto che per ridurre le liste d'attesa la strada maestra sia finanziare maggiormente i servizi, ma in ogni caso è del tutto evidente che se si ritenesse di dover finanziare qualche cosa in più, questo non potrebbe che andare a favore del sistema di cure territoriali».

«E ancora - continua Rotelli - quando quindi, il consigliere Riccardi afferma che l'assessore, dopo aver dichiarato in passato la propria volontà di rafforzare il territorio, ha cambiato rotta, prende palesemente lucciole per lanterne nella sua furia pregiudiziale di voler parlare male della riforma sanitaria. Quello che comunque conta è che Riccardi omette di rilevare, invece, è che rispetto al periodo in cui governava, tutti i tempi di attesa sono notevolmente migliorati».

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