Salute, Riccardi: "Riforma tutela competenze e sistema pubblico"

"Risorse limitate per dare risposte concrete ai cittadini di una regione che oggi conta 500mila malati cronici e si posiziona al diciottesimo posto in Italia per natalità e al secondo per età media più avanzata"

"La riforma sanitaria affronta un tema fondamentale per salvaguardare il sistema pubblico: quello delle competenze, le quali, analogamente alle risorse, non sono illimitate e vanno organizzate e strutturate con attenzione per dare risposte concrete ai cittadini di una regione che oggi conta 500mila malati cronici e si posiziona al diciottesimo posto in Italia per natalità e al secondo per età media più avanzata". È questo il punto dal quale il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, è partito per illustrare alla Terza commissione consigliare il disegno di legge 70/2019, ovvero la riforma del sistema sanitario regionale approvata dalla Giunta Fedriga che sarà discussa in Consiglio regionale entro l'anno.

Confermata integrazione ospedale - territorio

Il vicegovernatore ha chiarito che "il disegno di legge conferma l'integrazione tra ospedale e territorio, l'aggregazione e la riperimetrazione delle aziende sanitarie ma anche la concretizzazione del modello hub e spoke con la valorizzazione delle specializzazioni tramite la definizione chiara dei mandati". Riccardi ha quindi garantito "grande apertura al dialogo per arrivare a licenziare una legge che accolga tutti i suggerimenti costruttivi volti al miglioramento dei servizi ai cittadini" e ha spiegato che "un elemento cardine della riforma sarà la sua applicazione graduale al sistema sanitario, con un'attenzione particolare alla sostenibilità".

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Il problema della cronicità

"Questo ddl - ha spiegato il vicegovernatore - finalmente mette insieme assistenza sociale e sanitaria attraverso percorsi definiti che consentiranno di risolvere una delle criticità dell'attuale sistema: la presa in carico delle persone alle quali viene diagnostica una patologia. Rispetto al passato, viene introdotto un modello organizzativo di maggiore vicinanza al cittadino che si fonda sulla centralità delle strutture distrettuali, le quali saranno dotate di un proprio budget, e l'introduzione della figura dal case manager. Nel momento in cui quasi un terzo degli utenti ha a che fare con la cronicità non è infatti accettabile che queste persone debbano cercare autonomamente le risposta ai propri bisogni all'interno del distretto".

In merito alla salute mentale, Riccardi ha garantito che "non prevediamo rivoluzioni all'interno di questi dipartimenti, che avranno le stesse dimensioni previste dalla legge 17/2014, ma certamente va superata l'ottica che ha portato a gestire alcune situazioni secondo un modello a comparti stagni, in particolare per quanto riguarda i temi della dipendenza, delle fragilità, della disabilità e della salute mentale. Oggi in tali ambiti serve una risposta multidisciplinare perché il sistema si deve adeguare alle necessità delle persone e non il contrario".

Nel corso dell'illustrazione è stata ribadita l'importanza dell'unitarietà del sistema dell'emergenza-urgenza ma anche che la riforma affronta numerosi argomenti, tra i quali il rafforzamento della capillarità dell'offerta sanitaria sul territorio attraverso i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e le oltre 400 farmacie presenti anche nelle aree più marginali del Friuli Venezia Giulia. "La norma - ha concluso il vicegovernatore - introduce infatti elementi che consentono di garantire condizioni particolari per superare le difficoltà di chi opera nelle aree secondarie dove c'è un numero esiguo di assistiti".

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