Roberti (Lega): «Triestini costretti a vivere con 500 immigrati nei loro condomini»

In una nota la pronta risposta del candidato sindaco Pierpaolo Roberti alle dichiarazioni del presidente del Consorzio italiano di solidarietà Gianfranco Schiavone in merito all'emergenza immigrazione a Trieste

«Capisco che gli interessi che muovono le parole e le azioni di Schiavone possano essere diversi da quelli dei cittadini ma tentare di vendere l’accoglienza di 500 clandestini nel capoluogo di Regione come un’operazione da esportare nel resto del Paese è davvero inaccettabile». Lo rileva in una nota il segretario cittadino della Lega Nord Pierpaolo Roberti.

«Gli immigrati di cui stiamo parlando - prosegue Roberti -  sono persone di cui ignoriamo, se non addirittura l’identità, i precedenti penali che vengono sparse sul territorio in comodi appartamenti o perfino in albergo e spesate, naturalmente con tutti i costi a carico della comunità, anche di vitto, sigarette e spese telefoniche».pierpaolo roberti lega nord-2

«Mi chiedo peraltro cosa pensino i triestini  - si domanda il candidato sindaco della Lega - che sono o saranno costretti a vivere nello stesso condominio in cui vengono sistemati i clandestini. Saranno contenti di vedere l’immobile svalutato? Avranno piacere di trovarsi sul medesimo pianerottolo di qualche persona macchiatasi di crimini nel proprio Paese?».

«Quanto alla trasparenza – continua Roberti - mi interrogo, in assenza di una gara ad evidenza pubblica, su quali siano i criteri per la selezione dei locali da utilizzare. Sarebbe inoltre opportuno che i triestini venissero informati in maniera dettagliata su quanti soldi vengono realmente spesi, quanti invece avanzano e che fine fanno»-

«Tutti questi interrogativi irrisolti - conclude Roberti - fanno intuire che il modello Trieste propugnato da Schiavone e dal Partito Democratico sia ben diverso da quello che intendono i cittadini. L’inversione di rotta che avrà luogo nel 2016, con l’uscita di scena dell’attuale sindaco, si baserà invece sul principio di responsabilità, destinando anzitutto le risorse ai triestini e subordinando l’accoglienza di immigrati alla verifica dei requisiti per l’ottenimento dello status di rifugiato. Gli altri non ce li possiamo né vogliamo più permettere-

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