Immigrati, Sandra Savino (FI): «Dove sono i soldi per l'accoglienza a Trieste?»

La deputata di Forza Italia e coordinatrice regionale FI in FVG, Sandra Savino in una interrogazione ai Ministri dell'Interno e delle Politiche sociali richiedendo chiarimenti sui metodi di amministrazione delle risorse per gli immigrati

«Come vengono complessivamente spesi i 39 Euro al giorno previsti per i richiedenti asilo nel momento in cui  gli enti gestori del progetti di accoglienza a Trieste restano sotto questa cifra, producendo quindi un avanzo che verrebbe impiegato in altre non meglio precisate azioni? E tale forma di gestione sarebbe conforme alle normative vigenti?».

Così la deputata di Forza Italia, Sandra Savino, attraverso un’interrogazione parlamentare ai Ministri dell’Interno e delle Politiche sociali intende avere delucidazione su come viene amministrato il passaggio di risorse pubbliche fra Prefettura, Comune e i due soggetti affidatari del servizio: il Consorzio italiano di solidarietà e la Caritas. In particolare sotto la lente d’ingrandimento ci sarebbe proprio l’attività del Cis.

«Trieste – spiega Savino – ospita da sola circa un terzo dei profughi accolti in Regione, circa seicento persone, e nella convenzione fra il Comune e il Consorzio le prestazioni offerte con i 39 Euro giornalieri risultano essere inferiori rispetto a quelle previste dall’accordo fra lo stesso Comune e la Prefettura, quindi la domanda è che fine fanno questi soldi che avanzano? A tal riguardo nel corso di un recente dibattito pubblico il responsabile del Cis ha affermato che la cifra in avanzo rispetto ai 39 Euro sarebbe genericamente destinata ad altre attività: oltre a sapere quali, sarebbe altrettanto importante conoscere se per queste azioni sono state attivate le procedure previste per la spesa pubblica, come la gara o il confronto fra diversi preventivi, oppure tutto viene affidato in base a non meglio precisate consuetudini?».

«Sia chiaro che nessuno accusa nessuno – dice Savino -, ma ritengo doveroso pretendere tutta la chiarezza e la trasparenza del caso perché, mentre da Roma in queste ore viene richiesto alle regioni del Nord un ulteriore sforzo in termini di accoglienza a fronte di nuovi arrivi dalla coste libiche, i nostri concittadini messi in difficoltà dalla crisi legittimamente percepiscono come un’ingiustizia quella di vedere erogati agli stranieri tutti una serie di servizi, dal vitto all’alloggio fino alle sigarette, soprattutto se il pensionato con la minima deve saltare la cena per pagare le bollette. Non può sfuggire poi quello che è accaduto nel resto del Paese: inchieste che hanno messo in luce come quello dell’accoglienza in alcuni casi sia divenuto un vero e proprio business, dai contorni opachi e legati al malaffare».

«Credo quindi – afferma ancora Savino – che sia più che ragionevole richiedere quelle risposte necessarie a definire come vengono impegnate le risorse pubbliche. Esprimo dunque ai Ministri competenti – scrive Savino – la richiesta di comunicare i necessari chiarimenti circa questo sistema di gestione dell’assistenza dei rifugiati richiedenti asilo, precisando se sia conforme alle normative vigenti e se non ritengano opportuno procedere ad un’ispezione presso gli enti gestori del servizio dedicato all’accoglienza di Tieste, per verificare la congruità dei servizi resi a fronte di un costo di 39 Euro pro capite rispetto agli impegni previsti della convenzione con la Prefettura».

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