Sanità, Novelli (FI): «Centrale unica 118: gravi carenze e nessun risparmio»

«Personale insufficiente, abbassamento della soglia di professionalità e software instabili e non sicuri»

«Altroché risparmi e razionalizzazioni, la Centrale Unica del 118 voluta dalla giunta Serracchiani continua a presentare numerose criticità che vanno a discapito della salute dei cittadini del FVG».
Ad affermarlo il consigliere regionale di Forza Italia Roberto Novelli che ha presentato un’interrogazione a risposta scritta sul tema alla presidente Serracchiani ed all’assessore Telesca.
«I problemi relativi alla Centrale Unica del 118 – rileva Novelli – sono ormai noti a tutti. Non a caso le prime interrogazioni sul tema risalgono addirittura al 2014. Ora sono passati due anni, ma, invece di essere risolte, le criticità sono addirittura aumentate».

Le prime perplessità sono legate agli operatori: «il primo bando è andato deserto a causa delle poche certezze che Egas garantiva ai candidati (economiche, di eventuale rientro in azienda, di possibilità di non perdere la professionalità potendo ancora fare servizio 118). Con il secondo bando c’è stato un primo abbassamento della soglia di professionalità, visto che lo stesso è stato aperto anche a chi non ha mai preso servizio in reparti dell’area di emergenza. A questo bando hanno risposto una ventina di persone che appena ora stanno apprendendo i protocolli».
«E’ evidente – prosegue l’esponente di Forza Italia – che queste 20 persone non sono ancora sufficienti, per cui si è deciso di assumere 6 infermieri neolaureati o senza esperienza dal concorsone regionale, formandoli con un corso di pochi giorni assolutamente insufficiente per colmare un gap di anni di esperienza rispetto a un operatore professionista».

«Ma le criticità della Centrale Unica del 118 non finiscono qui e riguardano anche i software. I software in dotazione sono stati a lungo provati dalla centrale di Udine e gli stessi operatori li hanno dichiarati non sicuri ed instabili. Ora questo stesso software (che doveva essere di Insiel), è stato rimesso nelle mani della società "beta80" che, però, non ha ancora risolto i problemi di instabilità del sistema e della pessima comunicazione tra sistema informatico e sistema radio».
«Dalle informazioni pervenute – dichiara ancora Novelli – sembrerebbe che si voglia partire senza il 112 che verrebbe inserito in un secondo momento, ma questo vorrebbe dire che gli infermieri dovrebbero fare, oltre l’intervista sulla patologia, anche la raccolta dati su target e numero di telefono. Cosa che, con le medie degli anni passati, vorrebbe dire rispondere ad una chiamata ogni minuto e mezzo!».

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«Dati alla mano, ci sono gravi lacune in merito alla sicurezza degli operatori ed anche dei cittadini a causa delle numerose criticità che tutto il sistema evidenzia dai protocolli operativi alla conoscenza del territorio, dall’esperienza degli operatori al software non adeguato. Oltretutto – conclude Novelli – la Centrale Unica del 118 rischia, tra l’altro, di non portare alcun risparmio, dato che nelle province rimarranno comunque aperte le centrali per la gestione delle guardie mediche e dei trasferimenti, quindi il loro costo non verrà assorbito».

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