Sanità, Sibau: «Riforma regionale, permangono doppioni e relativi costi per cittadini»

A intervenire è il consigliere regionale di Autonomia Responsabile, Giuseppe Sibau, che ha presentato un'interpellanza alla Giunta: «Non solo persistono strutture identiche, ma ce ne sono anche alcune doppie e non utilizzate».

«Con la riforma della sanità la Giunta ha più volte dichiarato di voler garantire un adeguato livello di integrazione tra la componente ospedaliera e la componente universitaria attraverso l'eliminazione dei doppioniAlla prova dei fatti, però, sembra essere stato solo uno slogandato che non solo persistono strutture identiche, ma ce ne sono anche alcune doppie e non utilizzate».

A intervenire è il consigliere regionale di Autonomia Responsabile, Giuseppe Sibau, che ha presentato un'interpellanza alla Giunta.

«Prendendo ad esempio l'Azienda ospedaliera universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine - spiega Sibau - numerosi sono a oggi i casi di duplicazione di strutture tra cui, per citarne alcuni, le due strutture di anestesia e rianimazione che convivono con la clinica universitaria di anestesia e rianimazione, la struttura di ortopedia e traumatologia e la clinica universitaria ortopedica, la struttura ospedaliera di oculistica e la clinica oculistica. In considerazione di un tanto è opportuno conoscere se l'eliminazione dei doppioni sia un obiettivo concreto della Giunta e come intende raggiungerlo».

«Nel sistema sanitario regionale ci sono anche alcune situazioni che possono permettere una naturale eliminazione dei doppioni attraverso l'integrazione delle strutture che già si sono venute a trovare o si verranno a trovare senza direttore come la Clinica universitaria di otorinolaringoiatria il cui direttore è andato in quiescenza ed è stata integrata nella struttura ospedaliera; la Clinica universitaria di neurologia che attualmente è retta da un direttore facente funzioni; la struttura ospedaliera di dermatologia il cui direttore è andato in quiescenza ed è stata integrata nella struttura universitaria; la Clinica universitaria di anatomia patologica il cui direttore è andato in quiescenza, ma al momento paiono sussistere ancora le due strutture;  la Clinica universitaria di chirurgia maxillo-facciale il cui direttore andrà in quiescenza a partire dal 1 aprile 2015».

«La Giunta dovrebbe informare il Consiglio anche se la riorganizzazione prevede una strategia precisa o si affida al caso o al naturale evolversi delle situazioni come reazione ai pensionamenti e ad altre casualità tali da liberare posti apicali nelle strutture".

«Attualmente - continua Sibau - registriamo anche che dopo anni dalla fusione, o presunta tale visto che non si riesce ancora a fare un monitoraggio sul reale processo di integrazione, tra l'Azienda ospedaliera e il Policlinico universitario di Udine, in alcuni reparti vengono mantenuti posti letto per le scuole di specializzazione anche se, di fatto, quei reparti non sono frequentati dagli specializzandi per la loro formazione».

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