Sanità, Ussai (M5S): «Tagli per 50 posti letto per piano ferie estive Asuits, Fedriga intervenga»

«Rilevanti le criticità rispetto al credito di ferie annuali, soprattutto l'area delle degenze e del servizio Emergenza Urgenza (38.547 giorni)»

«La riorganizzazione prevista dal "piano ferie estive" dell'Asuits, che prevede la perdita di quasi 50 posti letto, rischia di essere definitiva. Fedriga e il neo nominato assessore alla Salute Riccardi devono trovare urgentemente le risorse per il personale per evitare ulteriori tagli alla Sanità triestina». A chiederlo è il consigliere regionale pentastellato Andrea Ussai a pochi giorni dalla presentazione del "piano ferie estive" 2018 e dalla conferenza stampa dei sindacati.

«Per assicurare lo svolgimento delle ferie al personale - spiega Ussai - alla luce delle rilevanti criticità rispetto al credito di ferie annuali, soprattutto l'area delle degenze e del servizio Emergenza Urgenza (38.547 giorni), l'Asuits ha stimato la necessità di integrare la dotazione degli organici con 52 unità infermieristiche e 20 Oss (Operatori Socio Assistenziali). A causa dei vincoli di bilancio però le assunzioni di personale (a tempo determinato) saranno molto più esigue di quelle necessarie e da oggi, lunedì 21 maggio, sono iniziate invece le misure di riorganizzazione che porteranno a numerosi tagli: chiusura estiva della BIC (Area di degenza a bassa intensità di cura - 28 posti letto), riduzione dei posti letto in Medicina d'Urgenza (8 posti letto), paventato trasferimento di 3 posti letto della Struttura Complessa Anestesia Rianimazione dall'Ospedale Maggiore a Cattinara, accorpamento delle degenze dell'Oncologia assieme a quelle di Ematologia, trasferimento delle funzioni ACCO (Accoglienza Condivisa) in Pronto Soccorso e trasferimento dell'attività pomeridiana del Centro Immunotrasfusionale dell'Ospedale Maggiore presso la sede di Cattinara per recuperare unità di personale e infine la riduzione dell'attività chirurgica delle Sale Operatorie».

«La nostra preoccupazione - aggiunge Ussai - deriva dalla consapevolezza che queste misure non sono il frutto di un ragionamento volto a migliorare il servizio o a renderlo più efficiente ma derivano della difficile situazione economica e di carenza di personale in cui versa l'Azienda triestina. Vanno trovate urgentemente le risorse per il personale, che si vocifera ammontino a quasi a 3 milioni di euro, per bloccare queste chiusure ed evitare che diventino definitive. Per mettere in sicurezza e riformare il Servizio sanitario regionale bisogna partire dal blocco dei tagli imposti agli ospedali e iniziare a potenziare realmente la sanità territoriale. Vanno tutelati - conclude il consigliere pentastellato Ussai - soprattutto quei territori che hanno subito di più una furia riformatrice che ha visto tutti gli ospedali come manicomi da chiudere».

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