Tetto stranieri 30% e armi alla Polizia Locale, l'opposizione: "Delibere ideologiche e non necessarie"

Provvedimenti che "comprimono i diritti dei cittadini, creano ostacoli alla convivenza e deteriorano le condizioni complessive di sicurezza a Trieste". Fumalari: "Delibera funzionale solamente alla campagna elettorale"

"Delibere non necessarie e dal contenuto meramente ideologico": è quanto emerso dalla conferenza stampa dei rappresentanti dei gruppi consiliari comunali del centrosinistra dal titolo "Attacco ai diritti, colpo all'integrazione, strategia dell'insicurezza. Trieste caso nazionale". Durante la conferenza è stata effettuata un'analisi dell'operato della Giunta Dipiazza e della maggioranza di centrodestra alla luce di provvedimenti che "comprimono i diritti dei cittadini, creano ostacoli alla convivenza e deteriorano le condizioni complessive di sicurezza a Trieste". Presenti: Laura Famulari e Antonella Grim (Pd), Maria Teresa Bassa Poropat (Insieme per Trieste), Sabrina Morena (Sel) e Roberto De Gioia

"Agire in virtù a ciò che serve alla città, non al consenso"

"Delibere "costrette", discusse dopo mezzanotte e assolutamente non necessarie" ha dichiarato Martini: "Non si tratta di essere favorevoli o meno, piuttosto un amministratore in quanto tale dovrebbe agire in virtù di ciò che serve alla città e non al consenso. Non crediamo sia sbagliato armare la Polizia Locale ma, oltre al costo che dovremo sostenere, il nostro territorio non ne aveva bisogno. In questi anni le statistiche hanno dimostrato che i reati sono diminuiti e non c'è un reale allarme sicurezza"

"Una delibera che crea caos - ha aggiunto Fumalari -, funzionale solamente alla campagna elettorale e che si pone sulla scia del decreto sicurezza". Sul tema del tetto del 30% ha poi dichiarato che" con questa delibera si fomenta la paura e il disagio nei confronti degli stranieri, per di più mettendo in mezzo bambini dai 3 ai 6 anni"

Integrazione e riqualificazione

Subito dopo ha preso la parola Antonella Grim: "Portare il tetto al 30% crea solo un senso di paura e insicurezza sulle spalle dei bambini. Bisognava invece continuare a puntare su strategie e metodi di integrazione capendo quali fossero i bisogni della città". Sulla questione dell'armamento alla Polizia Locale: "Siamo consapevoli che si esige sicurezza e per questo via a telecamere collegate in rete e riqualificazione delle aree".

"Verso l'apartheid?"

 Hanno fatto seguito le parole di Sabrina Morena (Sel) che ha, fin da subito, espresso indignazione: "Stiamo forse andando verso un regime di apartheid? Si vuole imporre una delibera che nega il pricipio di laicità e che non tiene conto non solo delle religioni, ma anche di chi crede in altro. Siamo uno stato laico e, soprattutto, siamo in democrazia. Il Governo agisce contro i cittadini: i sindacati erano sfavorevoli e in piazza sono scesi in moltissimi per la questione legata alla scuola. Il Governo deve essere un buon governo; il sindaco deve essere il sindaco di tutti."

"Si pensi allo sviluppo economico"

In conclusione Roberto De Gioia ha aggiunto: "Con queste delibere si va a ledere l'immagine della città. Eravamo una delle poche città rimaste senza armamento della Polizia Locale, un simbolo di modernità. Poniamo limiti ad una città multietnica e sottovalutiamo il fattore immagine per dei provvedimenti a favore di chi? Quando è stato fissato il tetto del 40%, la notizia ha fatto subito scalpore. Non era necessario abbassarlo ulteriormente. I bambini non hanno nazionalità, sono figli del mondo. Armare la Polizia Locale? C'è il taser. Perchè, invece, non si pensa allo sviluppo economico, invece di giustificare emendamenti in base alle segnalazioni sui senzatetto"

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