Posti a rischio, Shaurli: "Non si può passare a un’economia solo di turismo e terziario"

Il segretario regionale del Pd Fvg Cristiano Shaurli: «Seimila posti di lavoro a rischio e intanto la maggioranza regionale ride»

“La priorità numero uno dev’essere l’economia e il lavoro: il Pd chiede un tavolo sulla crisi industriale ed economica regionale e auspica che la finanziaria regionale renda di nuovo centrali questi temi. Ci sono circa seimila posti di lavoro a rischio e intanto la maggioranza regionale ride”. Lo ha detto oggi a Udine il segretario regionale del Pd Fvg Cristiano Shaurli, nel corso di una conferenza stampa assieme al responsabile Economia del partito Reno Liva e al segretario provinciale del Pd di Udine Roberto Pascolat

Situazione critica

“Le crisi si susseguono a partire dalla manifattura, i dati – ha aggiunto Shaurli – parlano di calo di occupazione, calo di credito, calo di export e di un numero delle imprese che ci riporta al ’71. La nostra regione vive una situazione di grande criticità e – ha precisato - a chi guida la Regione pare non interessi. Da Fedriga a Bini, la Giunta e la maggioranza sono occupate a fare tutt’altro, mentre sindacati e imprese chiedono interventi immediati”. 

La maggioranza prenda atto

Per Shaurli “è incomprensibile che il Consiglio Regionale parli di tutto ed invece rimandi a data da destinatari il nuovo Sviluppoimpresa, legge che dovrebbe essere la più importante in questo momento. ci aspettiamo che almeno la finanziaria regionale ponga come centrali e prioritari questi temi. Chiediamo che la maggioranza, a partire dal presidente Fedriga, si renda finalmente conto della crisi che sta vivendo la nostra regione, ne prenda atto e cominci a mettere in campo le opportune misure di politica industriale, prima che sia troppo tardi, su questo il Partito Democratico è disponibile da subito ricordando che in passato i provvedimenti anti crisi spesso hanno trovato il consenso unanime del Consiglio Regionale”

Rilevando che “c’è un contesto economico negativo ma il quadro che oggi diventa drammatico si profilava già all’inizio della legislatura”, Liva ha chiesto che “il centrodestra smetta con una legislazione raffazzonata fatta per ‘omnibus’ e si dedichi all’economia con provvedimenti mirati e adeguati. Per fortuna, il contesto regionale ci consente di intervenire, ci sono asset su cui operare, capacità imprenditoriale, propensione all’export, strumentazione economica e finanziaria: si può lavorare ma – ha puntualizzato – la legge finanziaria deve essere all’altezza”.

Per Pascolat “ci sono delle criticità specifiche nell’area friulana, tra cui l’artigianato che presenta problemi di nuove imprenditorialità e di trasmissione generazionale d’impresa, che devono essere messe subito all’ordine del giorno della politica. Oltre le criticità nazionali e regionale, c’è una debolezza di prospettiva che riguarda Udine e il suo territorio, cui bisogna far fronte”. 

I rischi

“Anche le città capoluogo – ha detto ancora Shaurli – devono cominciare a dire qualcosa su quello che sta accadendo. Perché nonostante ciò che sostiene il sindaco Dipiazza, non possiamo far credere che si passa da un’economia in cui la manifattura era centrale a un’economia solo di turismo e terziario. Così si lasciano per strada migliaia di lavoratori e di famiglie: è questo il rischio delle grandi crisi industriali di Trieste e dell’area giuliana”. “Il Pd si rende subito disponibile a sedersi a un tavolo con tutte le forze datoriali e sindacali e anche con la maggioranza perché – ha precisato Shaurli - non c’è una divisione a priori sui temi del futuro dell’economia e dei lavoratori del Friuli Venezia Giulia”.

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