Migranti, Sibau (Ar): «La rotta balcanica non è chiusa»

«Si rispetti il trattato di Dublino che vincola la responsabilità dell'asilo al Paese di primo approdo»

«Ci è stato detto che la rotta balcanica è chiusa, ma visitando il Cara di Gradisca d’Isonzo assieme a Renzo Tondo, ho appurato che non è vero. Arrivano ancora, sul nostro territorio, numerosi afghani e pakistani e il Pakistan non mi risulta in guerra. Sono tutti musulmani e maschi, con un'età compresa tra i 20 e i 35 anni, di conseguenza, a differenza di quanto accade con le famiglie, emergerà sempre più forte, nel tempo, il problema integrazione».
Sono parole del consigliere regionale di Autonomia Responsabile, Giuseppe Sibau, intervenuto all’incontro dal titolo “Migrazioni, emergenza del XXI secolo”, svoltosi nella sede della Provincia di Udine, a cui hanno partecipato Anna Bono, docente di Storia e istituzioni dell'Africa all’Università di Torino, la quale ha presentato il suo ultimo volume, “Migranti!?”, uscito in queste settimane, nonché Lorenzo Tamaro, segretario provinciale di Trieste del SAP (Sindacato Autonomo di Polizia).

«Mi chiedo perché non venga rispettato, per quanto concerne l'Italia, il trattato di Dublino che vincola la responsabilità dell'asilo al Paese di primo approdo», prosegue Sibau: «Prima di arrivare in Friuli Venezia Giulia, infatti, questi uomini attraversano vari Stati. Evidentemente a Roma conviene la situazione rimanga così».
«Vi sono poi le particolare dinamiche riscontrate nella vicina Slovenia in cui le persone da identificare sono state 55 lo scorso anno, circa 600 quest'anno, numero inferiore alla nostra Regione, che presenta, peraltro, meno abitanti», spiega il consigliere di Ar, il quale evidenzia come, nel corso di un incontro con un parlamentare sloveno, gli sia stato riferito che la Slovenia, per i richiedenti asilo, non risulta appetibile perché vengono fatti confluire in caserme fuori dai centri cittadini.

L’incontro è stato organizzato dal Circolo culturale "Quintino Sella” e ha visto i relatori confrontarsi con gli organizzatori, Ugo Falcone e Anna Chiarandini. Ad aprire i lavori il presidente della Provincia di Udine, Pietro Fontanini. All’appuntamento ha preso parte anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Luca Ciriani. Particolare interesse è stato dimostrato dalla cittadinanza udinese che ha riempito la sala.

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