Dipiazza al comizio di Forza Nuova, Cosolini: «Si può vergognare». Serracchiani: «Incomprensibile omaggio istituzionale»

Serracchiani: «Sono preoccupata, delusa e molto dispiaciuta per la decisione di Dipiazza di portare il saluto di Trieste a una manifestazione di estrema destra»

foto dal post Facebook di Roberto Cosolini

«Il sindaco della mia città Roberto Dipiazza si reca al comizio di Roberto Fiore e di Forza Nuova e prende la parola! Ma si rende conto che quello è un movimento dichiaratamente fascista e razzista, per non dire nazista? E sa chi è Roberto Fiore? Oppure sa e gli va bene così ma allora finisca di autocelebrarsi con il concerto dei tre Presidenti ecc..perché valori fondamentali quali libertà, tolleranza, rispetto e convivenza di genti, culture, razze, religioni, idee non sono negoziabili e quindi se si sta con questi valori lo si fa in modo convinto e intransigente. Non si fa commercio. Oggi il sindaco di Trieste si può proprio vergognare!». Lo ha dichiarato l'ex sindaco di Trieste Roberto Cosolini sul suo profilo Facebook, commentando la partecipazione di Dipiazza al convegno di Forza Nuova.

«Sono preoccupata, delusa e molto dispiaciuta per la decisione di Roberto Dipiazza di portare il saluto di Trieste a una manifestazione di estrema destra. Vorrei continuare a ricordarlo come il sindaco che ha detto di aver chiuso il Novecento a Trieste con il concerto dei Tre Presidenti». Lo ha affermato dal canto suo la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani.

«Dipiazza finora ha saputo unire la città sulle cose da fare - ha continuato Serracchiani - lasciandosi alle spalle le divisioni delle ideologie, e su questa base abbiamo fatto assieme cose utili per Trieste. Ecco perché è incomprensibile questo omaggio istituzionale a un movimento guidato da un personaggio già condannato  per banda armata e associazione sovversiva, che resuscita fantasmi, evoca violenze d'altre epoche e divide la città».
«Non posso credere che Dipiazza, ma neanche la gran parte dei cittadini che lo hanno votato, si riconosca nelle parole d'ordine del neofascismo che oggi ha mostrato la sua faccia a Trieste. E quindi - ha concluso Serracchiani - lo invito a ripensare all'errore commesso».

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