Sostegno al reddito, Lauri (Sel): «Nuova legge porta alla luce nuove forme di povertà»

«Più del 50% tra gli 8.500 atti di inclusione attiva stipulati per effetto di questa legge si sono concretizzati in offerte di lavoro»

«La legge regionale sul sostegno al reddito ha risposto a un bisogno concreto dei cittadini del Friuli Venezia Giulia che versano in uno stato di povertà assoluta; è l'atto più innovativo di questa legislatura, una pagina nuova e di buona politica: per questo avanzeremo a tutto il centrosinistra la proposta che la misura, nata come sperimentale, diventi strutturale, facendo di questa una delle proposte principali del programma della coalizione di centrosinistra per la prossima legislatura». Lo ha dichiarato Giulio Lauri, consigliere regionale di Sinistra ecologia libertà per il FVG, intervenendo in Aula in occasione della discussione sulla clausola valutativa relativa, appunto, alla legge di sostegno al reddito.

«La LR 15/2015 che istituisce il sostegno al reddito - commenta Lauri - non è stata una riforma di norme che esistevano già, ma la principale delle nuove politiche messe in atto da questa maggioranza: il fatto che anche il Governo l'abbia introdotta prendendoci a modello e i tanti nuovi poveri prima sconosciuti ai servizi sociali che ne fruiscono fanno capire che questa legge è stata un successo perché ha risposto positivamente a un bisogno reale della società».

«I dati ci dicono di 14mila domande accolte su 16mila presentate - continua il consigliere - e di quasi 40mila persone coinvolte. Più del 50% tra gli 8.500 atti di inclusione attiva stipulati per effetto di questa legge si sono concretizzati in offerte di lavoro e ci tengo a precisare che, tra di essi, non sono computati voucher o altre forme di lavoro ultra flessibile. Ma un altro grande vantaggio di questa misura è aver portato alla luce forme di povertà finora sconosciute dal nostro sistema di protezione sociale: una realtà formata non solo da famiglie numerose, ma anche da single che magari hanno un lavoro che non gli permette di ottenere neanche un Isee di 6mila euro annui. Invece di cercare in maniera strumentale di sottolineare alcuni limiti del modo e dei tempi con cui è stata attuata la misura - chiosa il consigliere -, tutti coloro i quali si candidano a governare la regione hanno il dovere di scrivere nel proprio programma se la manterranno o se la elimineranno; soprattutto il centrodestra che nel 2008 cancellò una norma simile, seppur più blanda, che già allora andava in questa stessa direzione».

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