Statua D'Annunzio, M5S Trieste: "Centrodestra contrario a far pagare gli errori nella realizzazione"

"Abbiamo chiesto di fare uno sforzo ai consiglieri e segnalare i lavori appena terminati agli uffici del Comune, in modo da poter intervenire celermente e far ripristinare a regola d’arte i lavori non corretti, logicamente a spese di chi ha commesso l’errore"

Respinta dal centrodestra una mozione dell M5S in IV circoscrizione riguardante la riparazione degli "errori" di esecuzione della statua di D'Annunzio in piazza della Borsa. "Abbiamo chiesto di fare uno sforzo ai consiglieri - hanno dichiarato i pentastellati Gianluca Pischianz, Adriana Panzera e Indira Gregovi - per segnalare i lavori appena terminati agli uffici del Comune, in modo da poter intervenire celermente e far ripristinare a regola d’arte i lavori non corretti, logicamente a spese di chi ha commesso l’errore".

D'Annunzio arriva a Trieste: l'inaugurazione nonostante le contestazioni (FOTO)

"Il lavoro a spese di chi ha sbagliato"

"Con questo spirito - continuano i consiglieri - volevamo partire dalla statua appena sistemata, senza peraltro giudicarne la scelta, che da subito è sembrata errata nella collocazione, con i piedi che non toccano la pavimentazione, così come la schiena che non poggia sullo schienale. I rattoppi utilizzati per migliorarne l’aspetto (la pedana per i piedi e le toppe in bronzo sulla schiena) a nostro modo di vedere rendono ancora maggiormente visibile l'errore nella realizzazione".

"Per questo - ancora - abbiamo chiesto che il lavoro venisse rifatto a spese di chi ha commesso gli errori, cosa peraltro che succede nelle case di ognuno di noi. Purtroppo con stupore tutto il centro destra ha votato contro, pur ammettendo che la realizzazione della statua fosse sbagliata, anzi chiedendo che venga tolta la panchina e venga fatta una sedia, cosa che a nostro modo di vedere toglierebbe l’unica idea bella del progetto.

"Razionalizzazione delle spese"

"Si parla spesso di razionalizzazione delle spese - continuano i pentastellati - come è giusto che sia in un paese che indubbiamente riesce a fornirci molti servizi, ma che continua a chiedere al cittadino un altissimo esborso in tasse, tanto da penalizzare i consumi e le aziende, ricavando purtroppo spesso l’effetto opposto. Ma fare attenzione a come vengono spesi i soldi dei cittadini dovrebbe partire proprio dal Comune, dove la verifica sulle opere dovrebbe essere più semplice. Valutando quanto succede a Trieste, dove abbiamo esperienza di moltissimi lavori appaltati dal Comune che abbisognano una volta terminati di ritocchi, ripristini e rifacimenti anche totali, ci siamo chiesti come avremmo potuto dare il nostro contributo a questa situazione".

"Esempi sui lavori rifatti ce ne sono tantissimi - concudono -, la pavimentazione di Piazza Unità, il “Ponte Curto”, le pitturazioni nelle scuole, l’uscita dell’ascensore di Park S. Giusto, il tetto della piscina Bianchi, le caditoie d’acqua per il drenaggio nelle zone pedonali e, non ultima. la statua di Gabriele D’Annunzio".

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