Il "triestino" Zoccano abbandona i Cinque Stelle: "Esco con dignità"

L'ex sottosegretario con delega alla Disabilità ha annunciato la sua "fuga" dal Movimento attraverso un post dal suo profilo personale. "Il Movimento era nato per cambiare il Paese ma oggi si è impantanato nelle acque paludose delle vecchie illogiche partitiche"

foto archivio

Un lungo post su Facebook e l'annuncio. Così il "triestino" Vincenzo Zoccano, ex sottosegretario con delega alla Famiglia e Disabilità del primo governo Conte, ha deciso di comunicare la sua scelta di abbandonare il Movimento Cinque Stelle. Zoccano parla di "serenità" e "consapevolezza" nel lasciare "ufficialmente" i grillini, ma è evidente che qualcosa nel rapporto con il partito è andato storto, soprattutto da quando Matteo Salvini ha di fatto messo in crisi la tenuta dell'esecutivo giallo-verde, aprendo così la strada all'accordo dei pentastellati con il Partito democratico. 

Uscire con dignità

"Una scelta questa che mi costa molto - scrive Zoccano - ma che non può essere differente, in particolare da quando il Movimento 5 Stelle, dal 4 di settembre ad oggi, ha de facto deciso di relegare la disabilità ai margini". Per l'ex sottosegretario "l’unica decisone possibile è quella di uscire con dignità". Zoccano parla di un Movimento "nato per cambiare il Paese e a cui ho creduto" ma che "si è impantanato nelle acque paludose" delle vecchie "illogiche partitiche e politiche". 

Un pesante j'accuse

Insomma, un duro j'accuse nei confronti di Di Maio e compagni, responsabili di aver "fatto sprofondare quei valori fondanti e trainanti che avevano portato il M5S nel 2018, ad essere la prima forza di Governo". La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe stata la decisione del premier Conte di trattenere a sé "la delega sulla disabilità ma che nei fatti, non esercita" andando di fatto contro alla volontà delle associazioni nazionali di categoria, come sottolineato dallo stesso Zoccano.  

Tutte le mie proposte "cassate"

Il mondo della disabilità in Italia attende "la riforma annunciata attraverso un codice che oramai, da più di 18 mesi, ci viene promesso prima e ripresentato a parole poi, ma che non sono stati in grado di portare a compimento, in quanto il testo approvato nel dicembre 2018 dal Consiglio dei Ministri del governo Conte I, e sul quale avevo espresso forti perplessità, è stato poi bocciato, drasticamente, dalla Ragioneria Generale dello Stato e non è mai giunto in parlamento". 

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Il futuro? 

La frustrazione di Zoccano viene manifestata apertamente. "La maggior parte delle mie proposte, avanzata nella scorsa attività di Governo, tra cui l'aumento graduale delle pensioni di invalidità è stata sistematicamente cassata o “rimandata”. Il futuro di Zoccano? L'ex sottosegretario conclude ribadendo la sua "ferma volontà di proseguire nel percorso volto ad affermare i diritti delle persone con disabilità e dei loro nuclei familiari". All'interno di quale schieramento politico, al momento, non si sa.  

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