Violenza a minorenne, Giacomelli (Fdi): «Vigilanza ai confini e presidio fisso davanti a stazione»

«È successo quello che deninciavamo da anni: questo sistema di accoglienza suicida avrebbe costretto i Triestini a cambiare abitudini e stili di vita secolari»

«La bestiale violenza su una diciassettenne è solo l’ultimo vergognoso episodio criminale che si svolge nella nostra città - dichiara Claudio Giacomelli, portavoce provinciale di Fratelli d'Italia -. E’ chiarissimo come ormai a Trieste esistano zone che non sono più sicure. È successo quello che Fratelli d’Italia Trieste denunciava da anni: il pericolo che questo sistema di accoglienza suicida avrebbe cambiato il volto della città e costretto i Triestini a cambiare abitudini e stili di vita secolari».

L'esponente di Fratelli d'Italia lancia quindi chiare accuse al Governo: «Lo Stato deve assumersi le sue gravissime responsabilità in questa situazione, dopo aver sguarnito le Forze dell’Ordine in città e rinunciato a vigilare sui confini terrestri da cui continua a passare chiunque (e qualunque sostanza)  pur avendo l’Italia il diritto di respingerli in Slovenia (altro paese Ue)».

«Un’interrogazione del capogruppo alla Camera dei deputati di Fratelli d’Italia, l'onorevole Rampelli, sulla vigilanza al confine triestino è senza risposta dal Governo dal 23 luglio 2015. Adesso tutta la città e tutte le Istituzioni pretendano a gran voce la vigilanza al confine, un presidio fisso delle Forze dell’ordine h24 nei dintorni della Stazione centrale e il ricollocamento in altro luogo dei migranti in eccesso».

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