Violenza sessuale in stazione, Forza Italia: «Chiediamo risposte al prefetto: "coprifuoco" per i profughi e militari in piazza Libertà»

Dura condanna dell'episodio avvenuto l'altra sera e vicinanza alla famiglia da parte degli esponenti del Consiglio comunale

«Abbiamo più volte espresso la richiesta come Consiglio comunale dell'intervento dell'Esercito nell'ambito dell'operazione "Strade sicure" indicando l'area di piazza Libertà come insicura, soprattutto di sera, sollecidando il prefetto affinchè richiedesse militari non solo ai confini ma appunto per questo tipo di presidi (anche dinamici), ma fa orecchie da mercante. Preferisce eventuali ronde spntanee di cittadini?». 

Duro commento del forzista Piero Camber, capogruppo in Consiglio comunale, che ha tenuto una conferenza con i suoi colleghi di partito Guido Apollonio, Alberto Polacco ed Everest Bertoli, sulla vicenda della violenza sessuale ai danni di una 17enne in Stazione centrale: «Restiamo sbigottiti, sembra come se il problema non esistesse - continua Camber -. Aggiungo che ci vuole maggiore educazione verso i nostri ragazzi che chiamino subito le forze dell'ordine. Noi non siamo un carcere, ma quando io genitore do vitto e alloggio ai miei figli pretendo orari e rispetto delle regole: come in un collegio chiediamo alla politica nazionale un coprifuoco per queste persone che vediamo girare h24 in giro per la città».

NUCLEO POLIZIA «La nostra mozione è stata approvata 6 mesi fa, in occasione di un ennesimo episodio di violenza simile a questo - ha aggiunto Alberto Polacco -. Abbiamo depositato recentemente una mozione che predisponga un nucleo della polizia locale (2 a turno) per applicare e vigilare specificatamente su quei comportamenti previsti dalla legge e ora dall'articolo 9 del Regolamento polizia urbana (mendicità, prostizione), magari muniti di mezzi elettici che gli permettano di muoversi con maggiore velocità».

SOLIDARIETÀ - Un pensiero di «solidarietà verso la famiglia di questa ragazza che stanno affrontando un periodo tragico della loro vita, passeranno periodi lunghissimi prima che possa superare questo trauma», ha ricordato Guido Apollonio

CASTRAZIONE CHIMICA E COSTITUZIONE PARTE CIVILE - «Un altro episodio agghiacciante che ci fa capire, ormai, che “l'isola felice” non c'è più. La cronaca di un disastro annunciato. I territori, gli amministratori locali, le forze dell'ordine, sono oramai in ginocchio e tra pochissimo saremo di fronte ad una vera e propria emergenza sociale. La sicurezza è un bene pubblico, oltreché un diritto primario ed una componente indispensabile della qualità della vita, da tutelare da parte delle Istituzioni. Basta con i finti perbenisti di sinistra e la politica dello struzzo. Nascondere l'evidenza non serve a nulla se non ad esasperare la cittadinanza», ha aggiunto Everest Bertoli. «È il fallimento della cosiddetta “accoglienza diffusa”. Evidentemente i numeri nella nostra città hanno raggiunto livelli talmente elevati da rendere difficoltoso qualsiasi forma di controllo e sorveglianza. È impensabile che “un personaggio già noto sia alle forze dell’ordine che all’Ics (Consorzio italiano di solidarietà) per altri episodi di violenza familiare, droga e alcol possa agire indisturbato in città. Èimpensabile che chi riceve milioni di euro per gestire l'accoglienza non sia in grado  di controllare quello che i nostri “gentili ospiti fanno nel tempo libero”. Se le accuse dovessero essere confermate dalle indagini ci vorrebbe la castrazione chimica e poi l'espulsione immediata. Ad ogni modo il Comune di Trieste debba costituirsi parte civile nel futuro processo».

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