Ziberna: «Negato il sostegno alle vetture storiche»

Fino al 31 dicembre 2014, Codice della strada prevedeva età minima di 20 anni per certificarli come "veicoli di interesse storico". Dal 1° gennaio, legge di stabilità 2015 abolito la tassa circolazione e reintrodotto tassa di possesso per i veicoli storici

Fino al 31 dicembre 2014, il Codice della strada prevedeva per i veicoli un'età minima di 20 anni per poterli certificare come "veicoli di interesse storico".
A questi, l'articolo 63 della legge 342/2000 concedeva l'esenzione della tassa di possesso e l'applicazione, invece, della tassa di circolazione, pari a 25,82 euro per le auto e 10,33 euro per le moto.

Dal 1° gennaio scorso, la legge di stabilità 2015 ha abolito la tassa di circolazione e reintrodotto la tassa di possesso per i veicoli storici, con ciò comportando ingenti aumenti degli oneri in carico ai proprietari che vanno da 10 sino a 40 volte l'importo attualmente versato.

È quanto riassume Rodolfo Ziberna, vicecapogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, all'indomani della trattazione dell'argomento da parte dell'Assemblea legislativa.

Con la nostra mozione - spiega Ziberna - volevamo intervenire sul Governo per ripristinare la situazione ex ante, ma contemporaneamente, e in attesa di una legge nazionale, volevamo che la Regione si facesse carico di almeno una parte del maggior esborso richiesto ai proprietari di vetture storiche.

Ebbene, la maggioranza di sinistra del Consiglio regionale - denuncia il consigliere di FI - ha bocciato la nostra proposta, approvando esclusivamente una blanda e inutile richiesta al Governo di intervenire, senza voler mettere mano alle risorse regionali. Questa Giunta e questo Consiglio regionali non Zibernahanno colto l'impatto che deriverà da questa nuova disciplina.

Ziberna spiega, quindi, che in Friuli Venezia Giulia vi sono circa 5.000 autoveicoli e motoveicoli immatricolati oltre venti anni fa. Senza interventi regionali e nazionali, una larga parte (stimata nell'ordine dell'80%) dei proprietari di vetture d'epoca sarà costretta ad alienarle nelle regioni che a breve applicheranno un regime differenziato, all'estero o, nella peggiore delle ipotesi, a rottamarle.

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A detta del consigliere, non si comprende il danno per gli artigiani (carrozzieri e meccanici, ma non solo), per i commercianti di accessori e componentistica, per i distributori di carburante e anche per i titolari delle strutture ricettive usate nei numerosissimi raduni di vetture d'epoca che si svolgono ogni anno in Friuli Venezia Giulia. Tutto ciò al netto del danno culturale per il venir meno di un patrimonio di vetture che hanno fatto la storia dell'industria automobilistica (dalla meccanica al design) nazionale e straniera. Un'altra prova - chiosa Ziberna - di quanto Giunta e maggioranza siano lontano dalla realtà e dai bisogni dei cittadini.

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