Trieste e suoi caffè: ricordi del passato tra miscele e letteratura

Caffè storici dall'aria mitteleuropea, aromi profumati di chicchi appena tostati. Ricordi di scrittori seduti ai tavoli pronti a scrivere grandi opere letterarie. Non solo una tazzina di caffè ma sorsi di un passato che ha fatto la storia

Il rapporto di Trieste con in caffè è indissolubile: a prescindere dalla realtà industriale, famosa in tutto il mondo, Trieste è per molti aspetti la città dei caffè per eccellenza. Locali dal fascino retrò che tramandano emozioni di un passato di indubbio sapore mitteleuropeo, avvolti da un'aurea culturale strettamente connessi alla letteratura. Trieste, senza i suoi storici e famosi caffè, non sarebbe la stessa cosa nell'immaginario di chi sogna Joyce, Svevo o Saba mentre sorseggiano questa bevanda con i loro appunti davanti.

Sono anche parecchie le iniziative organizzate da associazioni ed enti per pruomuovere la cultura del caffè all'estero e nella città stessa. L'unicità del legame che i triestini hanno con il caffè risalta quotidianamente quando lo si ordina al bancone di un bar. I locali conoscono i mille modi in cui si può gustare, nomenclatura ben più ardua per chi viene da fuori poichè non "edotto": capo, capo in b, nero, nero in b, nero deca, goccia, macchiato e chi più ne ha più ne metta. Una vera e propria lingua.

Questi caffè sono diventati vere e proprie mete turistiche. I più noti e frequentati ovviamente anche dai residenti sono il Caffè Tommaseo, aperto nel 1830.
È il più antico caffè di Trieste e venne così chiamato in onore dello scrittore dalmata. L'interno fu decorato dal pittore Gatteri mentre le specchiere furono fatte appositamente giungere dal Belgio. Elegante ma non impegnativo è molto apprezzato e frequentato anche ai giorni d'oggi dove è possibile consumare anche pranzi, apertivi o cene veloci.

Il Caffè San Marco, locale molto amato, inaugurò nel 1914 ma venne completamente distrutto durante la prima guerra poichè sede d’incontri di irredentisti. Fu ricostruito negli anni Venti e da allora rappresenta invece un luogo di incontro per gli intellettuali. Tra i suoi clienti abituali ci furono Saba, Svevo e Giotti. Rimodernizzato nel servizio, oggi ci si può recare per pranzo o all'ora dell'apertivo nonchè per una cena nel dopo teatro.

Nella splendida cornice di Piazza Unità si trova il famoso Caffè degli Specchi. Nato nel 1839 è situato al piano terra di palazzo Stratti, rappresenta da sempre il salotto buono della città
Il Caffè Stella Polare fu invece aperto nel 1867 e durante l’occupazione angloamericana divenne una famosa sala da ballo. La storia racconta che le “mule” triestine avevano così occasione di conoscere i soldati americani di stanza a Trieste. Con il passare degli anni e soprattutto a causa dei costi troppo elevati la sala da ballo fu chiusa ma rimane sempre il ricordo del passato sorseggiando un buon caffè.

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