Squisite favette triestine, le origini e la ricetta

L’autunno è per eccellenza la stagione delle favette, simbolo della tradizione triestina. Ecco a voi la ricetta di questi simpatici e deliziosi dolcetti dalle origini molto antiche. Preparale è divertente, semplice e veloce

L’autunno è per eccellenza la stagione delle favette, simbolo della tradizione triestina. Stiamo parlando di quei deliziosi dolcetti, dalle origini molto antiche, dalle piccole dimensioni e con una graziosa forma sferica. Già in antichità, questo dolce veniva offerto e consumato in occasione di riti legati alle attività d'oltretomba. Oggi vengono consumate nel periodo autunnale da settembre a novembre, in particolar modo il 2 novembre per la ricorrenza dei defunti. I tre colori simboleggiano il ciclo della vita: il bianco la nascita, il rosa la vita e il marrone la morte. Nell’antichità si riteneva che le fave potessero mettere in comunicazione il mondo dei vivi con quello dei morti. Tale credenza, in svariate civiltà, si ricollega alla pianta della fava, che possedendo radici lunghissime che scendono in profondità nel terreno, potesse entrare in contatto con i mondi sotterranei, dimora di divinità ctonie. Ecco a voi la ricetta, semplice e veloce.

Ingredienti

  • 250 g di mandorle;

  • 120 g farina 00;

  • 3 albumi;

  • 240g di zucchero;

  • 50 cl di Rosolio bianco;

  • 50 cl Alchermes;

  • 2 cucchiai di acqua di rosa;

  • 3 cucchiai di cacao in polvere;

  • 1 bustina di Vanillina.

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Preparazione

Spargete le mandorle su una teglia e fatele tostare in forno caldo a 180 °C . Toglietele dal forno, fatele raffreddare e tritatele finemente. Montate a neve i tre albumi, aggiungete la farina, lo zucchero e le mandorle tritate. Dividete la massa in tre parti ed aggiungete alla prima i tre cucchiai di cacao e un pizzico di vaniglia, alla seconda il rimanente della vaniglia ed il rosolio e alla terza l'acqua di rose e l'alchermes. Realizzate delle palline e infornatele per circa 10-15 minuti (forno preriscaldato a non più di 100 °C).

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