Palazzo Carciotti, neo-classicismo a Trieste

Commissionato da Demetrio Carciotti all'architetto Pertsch per farne sua dimora, si pensa che le statue che adornano le facciate furono da lui stesso richieste poichè voleva essere ricordato come commerciante e benefattore della città

Nell'Europa del Settecento sono molti gli stili architettonici in voga e a Trieste incontriamo notevoli esempi di palazzi in stile neoclassico, liberty, eclettico, neo-rinascimentale. Commissionati da ricchi commercianti o da rappresentanti delle nobiltà dell'epoca alcuni di essi divennero dimore sontuose o sedi di importanti società assicurative o di navigazione. Palazzo Carciotti è un esempio tipico del neo-classicismo a Trieste nonchè uno degli edifici più imponenti della città. Sito a ridosso del Canal Grande, fu commissionato dal commerciante greco Demetrio Carciotti all'architetto Matteo Pertsch e venne costruito tra il 1799 e il 1805.

Ha dimensioni importanti: la lunghezza misura 100 metri mentre la larghezza 40. Il palazzo comprendeva l'abitazione del proprietario al piano nobile con affaccio sul mare, sedici abitazioni ai piani superiori e ben 18 magazzini e una stalla al piano terra. La facciata principale è caratterizzata da un portico centrale a bugnato liscio, da cui partono colonne d'ordine gigante. Un'alta cupola completa l'edificio, adornato inoltre da una balaustra scenografica con sei statue dello scultore Antonio Bosa, allievo del Canova.Le facciate laterali sono semplici, ritmate solamente dalle finestre e dall'architrave nella parte superiore. 

La facciata posteriore conserva la medesima rappresentazione della principale: lo stesso basamento a bugnato liscio nel portico al pianterreno che sorregge le sei colonne ioniche, chiuse da una balaustra. Unica differenza è la presenza di quattro statue e due anfore di pietra ai lati. Il piano nobile, dimora del Carciotti, è impreziosito da una sala rotonda in stile impero, decorata da bassorilievi che richiamano temi onirici e da scene dell'Illiade nella parte sottostante una cupola interna. Nel 1831 il palazzo divenne la sede delle Assicurazioni Generali e successivamente quella della Capitaneria di Porto. Da quando quest'ultima si trasferì di fronte furono formulate varie ipotesi sul suo futuro tra le quali farlo diventare un palacongressi, un polo museale o addiruttura un hotel. 

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