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Biblioteca Quarantotti Gambini: "Personale parla a voce alta, pessimo esempio per gli studenti"

Via Giulia · Trieste

Purtroppo ultimamente, nella sezione ragazzi, il personale parla a voce alta, e continuativamente; sia per comunicazioni di servizio, che di argomenti squisitamente personali. Gli studenti si recano in biblioteca per trovare un ambiente silenzioso ed incentivante allo studio ed alla concentrazione. Purtroppo davanti a tale situazione tutti cercano rifugio nella stanza in fondo, dove i posti si esauriscono rapidamente. Un comportamento del genere da parte dei custodi di una biblioteca, è davvero un pessimo esempio per ragazzi e bambini, che non imparano così qual è il commportamento consono da tenere in ogni biblioteca. Speriamo che le cose tornino presto alla normalità. Credevo fosse legge aurea, che nelle biblioteche il silenzio dovesse regnare sovrano, permettendo a tutti i fruitori del servizio una concentrazione migliore che in ogni altro luogo.

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Commenti (4)

  • Rispondo in qualità di referente della biblioteca: La Biblioteca Quarantotti Gambini NON E' UNA SALA STUDIO, ma una biblioteca di pubblica lettura dove NON VIGE LA REGOLA DEL SILENZIO, anzi dovrebbe diventare sempre di più, come indicato dal recente dibattito biblioteconomico, una piazza del sapere, un luogo di scambio culturale e di conversazione. Purtroppo il nuovo modello di biblioteca stenta a farsi largo nell'immaginario collettivo, come traspare anche dalla vostra segnalazione. Educare all'uso della biblioteca parte innanzitutto dal fare chiarezza tra cosa sia una sala studio e cosa una biblioteca di pubblica lettura. Consci che esista per il pubblico la necessità di luoghi di studio, necessità che come si può ben comprendere è in conflitto con il nostro ruolo principale e con la stessa disposizione degli spazi di una biblioteca open space come la nostra, si è cercato di adibire a zona studio la parte sul retro della SALA ADULTI (vicino alle postazioni pc e all'area ristoro), dove sono posizionati dei cartelli che invitano ad abbassare il tono della voce. Anche l'area adibita a consultazione dei periodici, se non occupata da chi la utilizza per questo scopo, può essere adatta allo studio, essendo fisicamente abbastanza lontana dalla zona di relazione tra pubblico e operatori. I tavoli in prossimità del banco prestiti, delle postazioni mediateca e reference, nonché l'area della raccolta libraria sono invece al di fuori della zona studio, in quanto il personale è tenuto a relazionarsi con il pubblico, che può avere anche problemi di udito. E per relazionarsi si intende non solamente quanto attiene alle strette necessità di ricerca e prestito, ma anche all'offerta di momenti di socializzazione. Quanto alla SALA RAGAZZI, in questa è assolutamente PERMESSO PARLARE e la regola del silenzio non vige affatto. In questa sala quotidianamente i ragazzi vi svolgono ricerche e compiti scolastici, confrontandosi a voce alta per necessità di studio. Anzi, anche gli adulti che manifestino questa necessità, vengono invitati a usufruire della Sala Ragazzi. Inoltre vi si organizzano attività per il pubblico da 0 a 18 anni e per le famiglie, che ovviamente non possono che svolgersi a voce alta.

    • Mi spiace, di fonte ad una segnalazione tutt'altro che polemica, volta a sensibilizzare chi magari in buona fede non si rendeva conto di sbagliare, ci sia stata una risposta evasiva, dove non si teneva minimamente conto, che chi lavora sbaglia, chi non fa niente non sbaglia mai. La presa di coscienza di un problema è sempre il primo passo per superarlo. Sono davvero spiacente di constatare che non Vi è volontà alcuna di migliorare una situazione evidenziata da più utenti, oltre alle due persone che hanno risposto qua, anche sulle recensioni di google, ancor prima della mia ce n'era un'altra dello stesso tenore. Peccato non essere in grado di maggiore capacità di autocritica, la conseguenza in tal caso non avrebbe potuto essere che il miglioramento.

    • Senza voler togliere nulla alla cortesia e alla professionalità dei dipendenti della biblioteca devo confermare quanto sopra esposto nella lamentela. E la sua risposta, sig.ra Antonella, mi sembra abbia come unico obbiettivo coprire il comportamento scorretto e poco educato di ALCUNI dipendenti che talvolta, spero involontariamente o senza farci caso, discorrono tranquillamente, spesso scambiandosi a voce alta considerazioni e dettagli su fatti personali, da una postazione all'altra rimanendovi seduti. Sono certo che se a parlare tra di loro a voce alta fossero gli utenti, o peggio, qualche giovane studente, gli operatori della biblioteca sarebbero zelanti nell'intervenire ed invitare gli stessi ad un comportamento rispettoso dell'ambiente. Io quando entro in biblioteca spengo sempre il cellulare e parlo sottovoce se qualcuno mi accompagna. Grazie in ogni caso per il vostro impeccabile servizio :-)

    • Ma che risposta è ? Innanzitutto, nella segnalazione si parlava del chiacchiericcio privato fatto dal personale e non dagli utenti (eventualmente con problemi d'udito) o all'interno di momenti di confronto collettivo. Si stigmatizzava insomma una maleducazione diffusa ormai ovunque da parte di chi sta LAVORANDO ! e paradossalmente in questo caso in una biblioteca. Oltre a ciò trovo risibile per non dire offensiva la distinzione (che immagino si presume sofisticata per chi scrive) tra uno "studio" ed una "pubblica lettura", come se la lettura non avesse bisogno di SILENZIO, presupponendo a torto che il suo attributivo "pubblica" le desse la facoltà di essere commentata ad alta voce, come se si stesse a leggere il giornale al bar tra amici. Allora uno va al bar e non in biblioteca. Ma mi faccia il piacere...

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