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Nell'anno 2014 genitori , persone che vivono nella precarietà .

Ma quanti amici tutti in gamba, permettetemi di dirlo  devo vedere che perdono il lavoro ? E quante persone, stanno scivolando fuori dal mercato, dalla normalità, da quelle certezze che fino a ieri sembravano incrollabili? E’ un bagno di sangue, una specie di contagio silenzioso che colpisce il ceto medio nella fase più attiva della vita, quando la carriera dovrebbe essersi ormai stabilizzata e l’avventura di essere genitori è appena cominciata . Invece il tir della crisi li ha travolti -ci sta travolgendo- tutti. Appena pochi anni fa potevamo credere che non ci riguardasse. Invece oggi, per andare avanti, molti giovani madri e padri devono chiedere un umiliante puntello alle rispettive famiglie . So bene cos’è questa precarietà . Precarietà è un contratto a progetto che scade , ieri c’era e oggi non c’è più. Precarietà è lavorare in una cooperativa , credere fermamente in quella componente valoriale che la rende così speciale, poi al primo problema  malattia, infortunio vedersi chiudere la porta in faccia. Scusa, quei valori non parlavano mica di te. Precarietà è accettare un lavoro a turni notturni che dista chilometri da casa, ben consapevole che non vedrai più i tuoi bambini. Precarietà è accettare lavori che vengono pagati con mesi e mesi di ritardo . Precarietà è non poter accedere a servizi pubblici per l’infanzia, essere esclusi dalle graduatorie dei nidi e dover così trasferire il tuo stipendio a un asilo privato o una babysitter. Precarietà è vedersi negare le ore di sostegno scolastico per il tuo amato bambino fragile. Precarietà è anche rinunciare alla scuola che sogni per i tuoi figli, perché qualcuno ha deciso di trasformare la libertà di scelta educativa in una barriera ideologica . Precarità è dipendere dai nonni ,in termini di tempo e di denaro, per poter crescere i tuoi figli. Precarietà è non comprarsi più niente di bello, non uscire a cena, non fare più vacanza . Precarietà è desiderare un altro figlio e non poterlo fare. Precarietà è essere padre e non dormire alla notte, pensando che tra due anni la tua azienda potrebbe essere chiusa. E tu, senza lavoro , dentro la mezza età . Precarietà è rientrare da una maternità e vedersi rottamata . Precarietà è essere madri single e avere sulle spalle il carico titanico dell’educazione e della cura quotidiana dei bambini, ben coscienti che il lavoro che si ha non si può perdere, per nessun motivo. Precarietà è sapere che siamo l’ultima generazione che potrà godere di una qualche eredità dai nostri genitori, un piccolo capitale o una casa di proprietà. Perché quando anche non saremo un peso  noi non potremo lasciare nulla ai nostri figli . E questa consapevolezza, mi dispiace scriverlo , ci rende ancora più poveri.

Claudio Visintin

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Commenti (6)

  • Avatar anonimo di Giulio
    Giulio

    Precarietà istituzionalizzata, licenziamenti liberalizzati e totale ricattabilità dei lavoratori: la svolta di Matteo Renzi conduce dritta nel Far West.Precarietà istituzionalizzata, licenziamenti liberalizzati e totale ricattabilità dei lavoratori: la svolta di Matteo Renzi conduce dritta nel Far West.

  • Avatar anonimo di Mario
    Mario

    Siamo all’imbarbarimento totale. Quella atroce società prospettata da Orwell nel libro “1984” in cui i prolet, il popolo, annegava nel Gin Vittoria i propri affanni e si lasciava vivere in attesa dei proclami che provenivano dagli schermi. Una barbarie di stato: considerare il popolo una colonna di cifre. Un effetto collaterale da sacrificare allo spread. E togliere tutto. Anche le certezza della precarietà. Uno status drammatico. Un’incertezza costante. In equilibrio instabile.  

  • Avatar anonimo di Sandra
    Sandra

    Sono precaria, faccio tre/quattro lavori contemporaneamente, non ho alcuna prospettiva che possa garantirmi autonomia economica oltre la scadenza dei vari contratti. Pago l’affitto di un monovano/sottoscala, saldo le bollette, e sto in una città che non è quella dei miei genitori. Sono arrivata qui per l’università e ci sono rimasta anche dopo perché oramai la mia vita è qui. Lavoro da tanti anni eppure sono sempre considerata una apprendista. Una apprendista con esperienza, ché poi è quello che richiedono i datori di lavoro paraculi che vogliono manodopera qualificata ma sottopagata.  

  • Avatar anonimo di Riccardo
    Riccardo

     Da due anni non lavoro più (causa crisi), ho superato da molto i 40 anni, mi occupo della figlia piccola che va a scuola, della spesa, delle tante visite dal pediatra, dentista, accompagnamento allo sport e mi occupo pure di cucinare (mi piace cucinare).Tranne le pulizie faccio quasi tutto io. Il mio lavoro da lavoratore autonomo è scemato nell'arco degli ultimi 4 anni e da due non entra più nulla nelle casse di casa. Per fortuna che mia moglie ha un discreto lavoro...ma mi girano le scatole. L'apatia l'ha fatta da padrona, e mi rende impossibile cercare altro che possa portare denari in casa. Ovviamente i litigi di coppia ,anche per i soldi, non sono rari.

  • Avatar anonimo di Franco
    Franco

     Spiace dirlo, ma è un trentenne come me e come tanti altri. La mia generazione, infatti, è stata consapevolmente sacrificata dalla classe politica e oggi è di fatto tagliata fuori dalla possibilità di un lavoro stabile, di una casa di proprietà, della possibilità di creare una famiglia, persino di ricevere una pensione. Siamo tutti ancora a casa con mamma e papà perché, sebbene  stra-laureato, percepisco stipendio da settecento euro al mese , quando trovo un lavoro  .....                              

  • Avatar anonimo di Rita
    Rita

    Ah ... quanto è vero !! Viviamo nella precarietà , nella crisi senza fine , costante ! Come mamma sono angosciata se penso al futuro dei figli , della gioventù in generale .

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