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NUE Replica all'Assessore Panontin

Via della Calcara 42 · Trieste

Leggo le affermazioni dell’Assessore Regionale Panontin a riguardo del successo del numero di emergenza unico. Vengono portate statistiche, snocciolati dati presentato insomma un quadro con l’enfasi di una autoassoluzione nei casi in cui la capacità della risposta organizzativa sia venuta meno. Io, nel mio piccolo, porto la statistica a riguardo di fatti riferibili a mia madre, classe 1931 ed anche questa statistica è parte della verità più generale. I fatti si riferiscono ad una decina di giorni fa ma è stato solo il contenuto dell’intervista rilasciata dall’Assessore ad avermi spinto a scrivere. L’Assessore non me ne voglia, si faccia dare la scheda (se c’è) completa di tutta la catena messa in moto a seguito di una semplice richiesta operata da una persona di ottantasei anni che a causa di una banale dimenticanza dovuta ad un ricovero d’urgenza avvenuto qualche giorno prima, aveva lasciato l’erogatore aperto della bombola di ossigeno per cui è oggetto di regolare terapia domiciliare, soffrendo di una patologia cronica fortemente invalidante. Si faccia dare l’ora precisa in cui è stato attivato il 118, il numero di chiamate giunte successivamente a mia madre (il numero esatto ed i diversi motivi legati ad ogni singola chiamata!), la successiva richiesta da parte del NUE di far comporre a mia madre il numero verde (800614302) dettandolo a voce, quasi che di fronte ad una persona anziana già identificata in evidente difficoltà non fosse stato tecnologicamente e professionalmente da suggerire un banalissimo trasferimento di chiamata interno, l’inutile reprimenda da parte di un operatore della sala operativa regionale (di cui non ho il piacere di conoscere il nome ma lo vorrei tanto) che ha successivamente contattato mia madre, la indicazione ripetuta della necessità di ospedalizzazione quando sarebbe stato tecnicamente opportuno attivare semplicemente una guardia medica per la compilazione urgente di una ricetta per una bombola di ossigeno e la attivazione della consegna tramite la apposita società convenzionata che opera H24, preceduta dalla opportuna anamnesi. Fra l’altro siamo stati costretti ex post a chiedere la ricetta al medico di base quando invece la disposizione e l’invio della bombola è avvenuto tramite l’intervento del NUE, il motivo per cui – stante le circostanze di tempo indifferibile – era stata fatta una semplice chiamata al numero unico di emergenza nella impossibilità di contattare il medico di base ed essendo mia madre, in quel momento di necessità, da sola, con la bombola di ossigeno in rapido esaurimento nell’arco delle successive ore. Circa tre anni fa – a fronte di una situazione quasi analoga – è bastata una unica chiamata al 118, l’operatore ha girato subito la stessa alla guardia medica che ha predisposto, previa interrogazione telefonica a mia madre, la ricetta per il pronto invio della bombola di ossigeno. Ricordo che dalla interrogazione al 118 alla comunicazione della decisione presa e cioè l’assegnazione del compito alla guardia medica il tempo trascorso è stato pari a quello del trasferimento di chiamata interno dal 118 alla postazione della guardia medica… una manciata di secondi… La mia statistica si basa su due casi identici, la risposta organizzativa è stata immediata e corretta sotto il profilo della economicità durante l’evento di qualche anno fa, mentre nel secondo il sistema ha mostrato una criticità sia a livello di gestione temporale che a livello di decisionalità (senza parlare di costi di gestione!) Ho avuto la bontà di controllare l’ora di attivazione del NUE e l’ora in cui è stato comunicato a mia madre la decisione della Sala Operativa: ore 16:41 chiamata al NUE, ore 17:40 circa la decisione della attivazione della consegna di una bombola. Durante questo periodo all’incirca cinque o sei telefonate da parte di vari operatori, tre telefonate circa da parte di mia madre, l’invio di una auto medica. Assessore Panontin, sono a disposizione per spiegarLe meglio la mia statistica. Che Lei sappia, io non sono contro codesta Amministrazione Regionale. Mi si dirà che l’Amministrazione sanitaria ha operato al di là delle proprie competenze ed è tutta colpa di mia madre e che oggi è una colpa infatti avere ottantasei anni. A questo punto mi chiedo cosa si intenda per emergenza sanitaria. Ringrazio gli operatori del servizio sanitario regionale che immagino chiamati ad operare in contesti nuovi dove spesso vengono presi a parole a causa della disfunzione a livello gestionale apicale. Queste cose però devono non ripetersi ed il responsabile deve assumersi le proprie responsabilità ed andare via. In una azienda privata al posto del comunicato rassicurante forse ci sarebbe stata una semplice comunicazione di avvenuto licenziamento.

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