Maionese in Salsa Politica

Non è mia abitudine citare fonti anonime; non sarebbe serio o eticamente apprezzabile.Stavolta però lo spunto mi arriva da un giornale in libera e gratuita distribuzione sulle nostre vie in questi giorni. E' La Pulce il cui direttore è Alessia...

Non è mia abitudine citare fonti anonime; non sarebbe serio o eticamente apprezzabile.
Stavolta però lo spunto mi arriva da un giornale in libera e gratuita distribuzione sulle nostre vie in questi giorni.
E' La Pulce il cui direttore è Alessia Rosolen personaggio politico molto in vista in città e compagna nella vita di Franco Bandelli.
Il dato di per se stesso sarebbe ininfluente e irrilevante, ma i due non ne hanno mai fatto mistero.
Uniti nella vita, nella politica, negli scenari prossimi a venire.

Facciamo un passo indietro.
Comunque la vogliamo vedere o pensare, la politica, nazionale e locale, sembra impazzita come un tentativo di fare la maionese in casa senza troppi eclatanti risultati.

A Roma siamo alla guerra civile. Il PDL nazionale sta serrando le fila attorno alla figura di Silvio Berlusconi, ma qualche segno di cedimentosembra apparire.
La Lega si è posta su posizioni di responsabilità, ma sa bene che se si andasse al voto anticipato ne trarrebbe sicuro giovamento probabilmente affermandosi anche nel centro Italia.
Il PD pronto a sfaldarsi come una cipolla per l'ennesima volta si trova invece ricompattato attorno ai più duri temi antiberlusconiani, ma più in chiave personale che non politica in un'epoca nella quale gli operai
guardano più a Marchionne che non alla CGIL o alla FIOM.
Il nascituro Terzo Polo, UDC, FLI Alleanza per l'Italia nicchia tra sostegni alla maggioranza di governo e la volontà di prendersi l'elettorato moderato.

I sondaggi? Da quando buona parte degli italiani hanno attivato l'opzione "Chi è?" con Telecom Italia non rispondono a chiamate sconosciute, per cui fare il sondaggista è mestiere sempre più da bestia
grama.

Le prospettive?
Berlusconi da quando ha detto che preferisce frequentare le belle donne anziché essere gay si è scelto anche l'antagonista prossimo venturo, ovvero Nichi Vendola, sparigliando le carte in mano a Pierluigi Bersani e aggiungendo ai propri naturali - presenti in parlamento - antagonisti, quelli di Sinistra e Libertà - più vocati a starne fuori.
Se in primavera si andrà al voto in via anticipata per il Parlamento lo capiremo in questi giorni anche se, ne siamo certi, i nostri rappresentanti si comporteranno degnamente come noi rappresentati quando
cerchiamo di salvare il salvabile e ci arrocchiamo in un angolo.
Per salvare le terga ovvero il portafoglio e quindi la buonuscita.
Ne vedremo ancora delle belle.

Intanto però è certo che a Trieste il clima si sta surriscaldando in vista delle Amministrative.
A quanti candidati Sindaci siamo arrivati a oggi? Nove, dieci? Ma come:
la politica schifa i più eppure così tante liste si stanno preparando a
correre? Che strano Paese siamo!
Per il centro sinistra Cosolini, Menis per i Grillini, Drossi Fortuna per Trieste città metropolitana, Maggiore per Trieste giovane. Bandelli per Un'altra Trieste, Bolelli per l'estrema destra.
E poi Roberto Menia pronto a scendere in campo per FLI.
Il Centro destra?
A oggi ancora non si sa, tranne che nel PDL Roberto Antonione avrebbe il favore dei sondaggi (ardui da fare in quest'epoca, però) della Lega e dell'establishment romano. E i musi lunghi del PDL locale (più facili da censire).

Di una cosa soltanto siamo certi: che Roberto Dipiazza lascia un'eredità pazzesca.
Come risultati, come effetti, come impatto mediatico, come sistema di comunicazione.
Uomo notoriamente generoso in tutto non ha mai fatto mistero delle sue idee.
Un fiume di parole.
Chiusa per lui l'ipotesi Presidenza del Porto al termine del mandato è andato su tutte le furie.

Veniamo a oggi. Quali scenari si aprono, quali possibili alleanze al secondo turno?
Facile è immaginare che qualunque cosa succeda tra i moderati triestini, dall'altra parte ci sarà Roberto Cosolini per il PD; contro chi si confronterà?

Come dicevo, in questi giorni sulla pubblica via dei volontari di Un'altra Trieste stanno distribuendo La pulce.
E' un pregevole foglio che sostiene la candidatura a Sindaco di Franco Bandelli. Gli articoli sono di tipo programmatico e si prestano a una serena lettura.
Il giornale si chiude con una rubrica (La parola ai lettori) con un unico intervento firmato "Il vecchietto tuo vecchio amico".
E' una lettera aperta a Roberto Dipiazza nella quale si chiedono al Sindaco uscente tante cose. Tante davvero.
Ad esempio di ammettere l'errore di aver allontanato dalla Giunta Franco Bandelli per volere di Roberto
Menia e complicità di Giulio Camber.
Di chiedere scusa a Bandelli pubblicamente.
Di accettare di essere capolista di Un'altra Trieste alle comunali.
Perché?
Per poter continuare a posteggiare la bici sotto al Municipio, per poter continuare ad andare alle prime al Verdi, per poter restare in contatto con capi di stato e di governo e per dimostrare che non è un
soldatino che prende ordini dai potenti di partito (tradotto: Menia e Camber).
L'intervento, però, tra le righe dice altre cose.
Tipo ammette una certa simpatia per Roberto Antonione candidato in pole position per il PDL a Sindaco che avrebbe anche il merito di aver scoperto anni fa Roberto Dipiazza quale candidato a Sindaco di Muggia, ruolo che notoriamente gli ha portato bene.

Fatemi pensare un momento però.
Perché il periodico La pulce ospita una lettera come questa?
Certamente esprime a modo suo la larga simpatia dei triestini per Dipiazza e non che i contenuti non avrebbero una certa dirompenza se gli esposti desiderata divenissero attuali.
Ma davvero il simpatico Vecchietto - che peraltro ce lo immaginiamo giovane, atletico e molto portato per le attività podistiche - ritiene che Dipiazza dopo aver detto peste e corna di Bandelli possa fare un
passo del genere solo per poter continuare ad assistere alle prime del Verdi o per parcheggiare la bici in Municipio?
Una cosa il bravo e ben informato vecchietto fa capire.
Che Franco Bandelli non sta correndo per Sindaco, ma per Assessore e i consensi che strapperà al primo turno li vuole giocare - giustamente e legittimamente, ci mancherebbe - al secondo gettandoli sul tavolo delle trattative.

La politica è l'arte del possibile, ne siamo sicuri.
Ambito dove presto si fa baruffa e presto si fa la pace, ma in mezzo alla schiuma della maionese impazzita che ci viene portata in tavola della tv ogni sera anche una pulce rischia di affogare.

Simone Momianesi.

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