Tuffi: il Red Bull Cliff Diving inizia con un "volo" di 22 metri dal castello di Duino

Il tuffatore Alessandro de Rose si tuffa da cinque suggestive location, per uno spettacolare viaggio verso la tappa italiana della World Series

Sguardi rivolti al cielo e fiato sospeso: è partito da Trieste la Road to Polignano di Alessandro De Rose, l’unico tuffatore italiano in gara nella Red Bull Cliff Diving World Series, il campionato di tuffi da grandi altezze più adrenalinico del mondo.
Da Nord a Sud, De Rose, atleta della Trieste Tuffi e della Nazionale, è protagonista di una serie di tuffi mozzafiato in alcune delle più belle location dello Stivale, progetto nato per far conoscere la spettacolarità della disciplina.

Un vero e proprio viaggio verso Polignano a Mare, dove a fine luglio l’atleta azzurro sarà in gara nella tappa italiana della World Series: Trieste, Portofino, Bagni di Lucca, Fiordo di Furore e il Gargano sono le 5 tappe dove andranno in scena gli splendidi tuffi di Alessandro.
22 metri di altezza, 85 km/h di velocità e acrobazie mozzafiato sono gli ingredienti principali delle performance del cliff diver italiano: cosentino di nascita e triestino di adozione, Alessandro inizia il suo viaggio proprio dalla città dove vive e si allena da 5 anni. La prima location scelta è infatti il meraviglioso Castello di Duino, dimora privata a strapiombo sul mare, da oltre 400 anni proprietà dei principi Della Torre e Tasso, a pochi chilometri dal capoluogo giuliano.

«Il mio viaggio verso Polignano non poteva che iniziare da qui – ha dichiarato emozionato Alessandro de Rose dopo la performance – ormai considero Trieste la mia città».
Insieme ad Alessandro si è tuffato dal Castello di Duino il diver d'eccezione Pino Auber. L'atleta triestino, classe 1938, ha iniziato a tuffarsi a 57 anni e non si è più fermato: gareggia attualmente nella categoria Master e ha collezionato numerose vittorie nazionali ed internazionali nei Campionati Europei e Mondiali di tuffi da grandi altezze. 

Il tour costituisce per Alessandro anche un’importantissima occasione per provare in maniera completa i tuffi che eseguirà in gara: il training quotidiano, infatti, non consente di tuffarsi da grandi altezze perché le piscine sono dotate solo di piattaforme a 10 metri di altezza: «L’esibizione di Trieste costituisce per me l’occasione di provare il tuffo completo prima dell’inizio della World Series. C’è una grande differenza tra la preparazione e la gara. Dalla piattaforma dei 10 mt gli high diver devono necessariamente dividere il tuffo nelle sue tre parti fondamentali: partenza, esecuzione in aria e entrata in acqua. In gara poi queste tre parti vengono unite – spiega Alessandro – Bisogna provare e riprovare, fino a quando il corpo non memorizza perfettamente ogni singolo movimento, in modo che in gara l’esecuzione sia meccanica e la mente sgombra. Riuscire ad eseguire il tuffo da grandi altezze è un grandissimo privilegio che mi consente di arrivare ancora più preparato all’inizio del campionato».

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