"Corsa della Bora": regola numero 1, sicurezza

Oltre all'equipaggiamento, la sicurezza dei concorrenti è garantita anche da un protocollo di abbandono alla gara

«Vince anche chi sa rinunciare». Sintetizza così Gabriele Pellizzer, referente del Soccorso Alpino-Stazione di Trieste, l'approccio corretto con cui affrontare le competizioni su sentiero, specie in invernale. In mezzo alla natura e con condizioni ambientali potenzialmente avverse è fondamentale conoscere i propri limiti e "non fare pazzie".

La Corsa della Bora insiste molto sulla sicurezza, con un approccio addirittura formativo sul tema. Per correre lontano dall'asfalto è necessario avere una dotazione che su strada sarebbe superflua: coperta termica, luce frontale, abbigliamento consono alla temperatura e alle condizioni ambientali possono apparire banalità, ma sono requisiti minimi indispensabili. Averli significa rispettare e sapere quanto imprevedibile possa essere la natura.

Un regolamento particolarmente intransigente su questi aspetti verrà fatto rispettare con accurati controlli. In modo democratico perchè tutti, dal top runner a chi si cimenta per la prima volta su un percorso del genere, saranno tenuti ad avere con sé la dotazione obbligatoria.

La sicurezza dei concorrenti è garantita anche da un protocollo di abbandono alla gara: ciascuno è fornito di una scheda, messa a punto con il Soccorso Alpino, grazie a cui è possibile valutare il grado di gravità della motivazione che spinge all'abbandono. Ne conseguono diverse possibilità di “recupero” di chi si ritira, nel caso meno grave, grazie a un servizio navetta garantito da Trieste Trasporti.  

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