"Cora della Bora" zero rifiuti: la filosofia di rispetto ambientale

Ogni concorrente dovrà portarsi dietro la propria tazza: ai ristori non ci saranno bicchieri di plastica. È uno dei provvedimenti intrapresi da La Corsa della Bora coerenti alla sua filosofia di rispetto ambientale. Se chi corre gare di trail lo fa anche per godere delle bellezze del territorio e della natura non può mancare un genuino interesse a preservarle: ecco come passare dalle parole ai fatti.

La Corsa della Bora insiste molto sul concetto che la natura va rispettata e che la corsa in montagna non è corsa sull’asfalto. Il trail running e lo sky running non sono quindi delle “varianti” della corsa su strada, ma richiedono delle attenzioni particolari. Equipaggiamento adatto ed attenzioni specifiche. Aspetti su cui il regolamento ha volutamente scelto di essere intransigente.

L'obiettivo è zero rifiuti lungo il percorso: capita, in gare su asfalto, ma anche di trail, che a competizione conclusa sia possibile ripercorrerne l'itinerario seguendo cartacce, bicchieri e bottiglie di plastica abbandonati. Uno scenario che La Corsa della Bora ha scelto di voler evitare fin dalla sua prima edizione, suscitando lamentele per la rigidità del regolamento. Questo impone che tutti gli incarti di barrette, gel o altro consumabile, riporti il numero di gara dei concorrenti, in modo di poter risalire, e penalizzare, il proprietario in caso di abbandono. Ugualmente, se durante un controllo vengono trovati incarti non segnati viene applicata penalità. Se una cartaccia cade, si raccoglie.

Inoltre, tutti i concorrenti dovranno avere una “ecotazza” oppure una borraccia con un collo di almeno 4 cm di diametro da usarsi come bicchiere ai ristori. Qui, infatti, non saranno distribuiti bicchieri di plastica.

Lo scopo di questa norma è responsabilizzare i concorrenti al massimo rispetto dell’ambiente.

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