Non solo calcio: l'architettura del Nereo Rocco e la Bora

Siamo abituati ad entrarci e urlare a squarciagola per sostenere la nostra squadra senza osservarla nel dettaglio, ma una struttura che deve accogliere tifosi da ogni dove, deve essere progettata con cura, per poter garantire ad ogni spettatore una buona visuale e far sì che non venga sottovalutato un problema tipicamente triestino: la Bora.

“Non c’è un altro posto del mondo dove l’uomo è più felice che in uno stadio di calcio” diceva Camus. Quanto è vero e quante storie potrebbe raccontare uno stadio. Siamo abituati ad entrarci e urlare a squarciagola per sostenere la nostra squadra senza osservarla nel dettaglio, ma una struttura che deve accogliere tifosi da ogni dove, deve essere progettata con cura, per poter garantire ad ogni spettatore una buona visuale e far sì che non venga sottovalutato un problema tipicamente triestino: la Bora.

I lavori per il Nereo Rocco, il nostro stadio, iniziarono nel 1987. Il progetto fu affidato allo studio d'architettura "Celli Tognon" di Carlo e Luciano Celli e Dario Tognon, lo stesso che progettò edifici di rilievo quali le sedi del Lloyd Adriatico di Largo Irneri e della Friulia in via Locchi, o il quadrilatero di Rozzol-Melara (realizzato con altri professionisti).

Il progetto e le caratteristiche tecniche

Progettato inizialmente per contenere circa 40.000 spettatori, lo stadio Nereo Rocco passò da 32.304 posti alla capienza di 28.565, ridotti a seguito delle normative introdotte dal Decreto Pisanu. I tre architetti triestini scelsero per il nuovo impianto canoni estetici degli anfiteatri romani con qualche reinvenzione di gusto neoclassico. Al suo interno, invece, inserirono grandi travi metalliche che richiamano le eclatanti coperture di ingegneria ottocentesca. Per quanto riguarda la forma, preferirono quella circolare, anziché ellittica, per consentire una soluzione che garantisce in ogni punto del complesso l'equidistanza degli spettatori dal campo da gioco.

L'ingresso principale venne concepito e realizzato con le stesse rifiniture del prospetto di un palazzo con facciate scandite da elementi emergenti quali i volumi delle scale, delle rampe, dei foyer per gli spettatori. La copertura in acciaio, uno degli elementi che più lo caratterizza, fu completata prediligendo il policarbonato, proprio per proteggere il campo dalla Bora. Il Nereo Rocco venne inaugurato cinque anni dopo, ovvero il 18 ottobre 1992, in occasione della settima giornata di campionato di serie C/1 con l'incontro fra Triestina e Vis Pesaro, terminato 0-1 a favore degli ospiti. L'inaugurazione ufficiale della struttura però, si svolse il 14 aprile 1993, un anno dopo, con l'incontro fra Italia e Estonia, valido per le qualificazioni ai Mondiali di calcio 1994.

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Oggi lo stadio ospita gli allenamenti della squadra rosso-alabardata e, oltre ad essere una vera e propria "Cittadella dello Sport", recentemente è stato anche rinnovato a norma Uefa senza barriere. Il Nereo Rocco, in alcune occasioni, è stato anche teatro di importanti concerti musicali, tra cui Vasco Rossi, Zucchero e Bruce Springsteen.

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