Pallacanestro, Mario Ghiacci: “Davanti a noi scenario imprevedibile ma la società è sempre attiva”

Mario Ghiacci, numero uno della Pallacanestro Trieste: per il presidente l’attuale situazione deve spingere il mondo del basket a regole certe, a partire dal prossimo campionato Incertezza, ma anche voglia di guardare sempre in faccia la realtà e di programmare il futuro

Foto: Aiello

Incertezza, ma anche voglia di guardare sempre in faccia la realtà e di programmare il futuro. Mario Ghiacci, dalla sua Reggio Emilia, parla del lavoro costante che la Pallacanestro Trieste sta svolgendo ai tempi del Coronavirus: un ambito che ha sconvolto tutto il mondo, sportivo e non, e che richiede anche in questi giorni nervi saldi e idee chiare.

Presidente, come sta vivendo questo periodo di quarantena?

“È una situazione decisamente complessa, anche perché in queste condizioni non c’è il rapporto diretto umano in cui personalmente credo moltissimo. Anche il lavoro societario è mutato, la cosa che si riusciva a fare prima in meno di mezz’ora ora richiede molti più controlli incrociati. Per fortuna le innovazioni tecnologiche ci permettono di essere perfettamente operativi in ogni ambito, dall’amministrazione al marketing e comunicazione”.

Dalla partita a porte chiuse contro Pistoia sembra passata una vita: che effetto le fa ripensare a quella serata?

“Di per sé, essendo stata senza pubblico, da un punto di vista strettamente sanitario fu un match potenzialmente a basso rischio. È chiaro che con un palazzetto vuoto, l’idea stessa di partita aveva già perso il proprio valore, trasformandosi alla stregua di un allenamento. È stata un’esperienza molto scioccante disputarla in quel modo, pur con le nostre bellissime iniziative di riempire le tribune dell’Allianz Dome con il nome dei nostri tifosi si era perso tutto il contorno di uno sport come il nostro”.

Col senno di poi, secondo lei il mondo del basket si è mosso con i giusti tempi nel fronteggiare l’emergenza?

“Credo che ci sia innanzitutto stata grande coscienza da parte della Legabasket e di tutte le squadre, proprio a partire da quel week-end nel quale Trieste disputò la gara contro la OriOra: non far disputare le partite della domenica ha in qualche modo fatto fare a tutti i passi giusti. E se pensate, rispetto a tutto un altro mondo come quello del calcio che ha dovuto registrare diversi casi di contagi nelle rose delle squadre della massima serie, in questo il nostro movimento è stato toccato in maniera lieve. Questo fa capire che, a livello della palla a spicchi, ci si è fermati nei modi e nei tempi giusti”.

Avete poi dovuto gestire un problema non da poco: quello di buona parte degli stranieri, che via via sono tornati a casa.

“In questo ambito va fatto un distinguo: Mitchell, Jones e Hickman se ne sono andati principalmente per paura, mentre Cooke, Washington e Justice volevano restare con noi ma con le indicazioni del governo americano che ha spinto il ritorno dei propri cittadini all’estero, sono stati quasi costretti a fare le valigie. Con questi atleti abbiamo concordato il loro eventuale ritorno a Trieste nel caso si riprenda a giocare, lavorando sin da subito in questa direzione. Ma voglio citare la professionalità di Peric, al quale ho concesso di tornare a Zagabria subito dopo il terremoto di qualche giorno fa, e la serietà di tutti gli altri che nonostante l’emergenza e sino alle restrizioni dell’attività hanno continuato ad allenarsi rispettando tutte le disposizioni”.

In queste condizioni attuali, secondo lei c’è davvero un briciolo di speranza di poter riprendere il campionato?

“È molto difficile che accada in questa stagione, siamo in attesa di future decisioni ma c’è da tenere conto che anche nella migliore delle ipotesi arriveremmo con due mesi di inattività completa. E tornare a fare una preparazione come quella estiva, con esigenze di calendario da rispettare, vorrebbe dire falsare un po’ tutto”.

Come società, siete preoccupati per ciò che il futuro potrebbe riservarvi?

“Lo scenario davanti a noi è assolutamente imprevedibile. Essendo positivo di natura, vedo sempre la luce in fondo al tunnel, anche per una prossima stagione con la Pallacanestro Trieste in serie A, ma è chiaro che andranno riconsiderate molte cose. Abbiamo la fortuna di avere partner importanti con noi come Allianz e Bluenergy, con i quali ci sentiamo spesso e su questo punto di vista non sono molto preoccupato. Ma penso anche che dei nostri attuali 104 sponsor, forse qualcuno lo perderemo strada facendo. L’obiettivo attuale è comunque mettere in sicurezza questa stagione, partendo dal principio che di danni ne abbiamo avuti, tra incassi mancati e tanti altri introiti che entro fine giugno non arriveranno. La prerogativa attuale è lavorare sulla conferma dei nostri partner commerciali”.

Secondo Mario Ghiacci, questa emergenza darà la possibilità di cambiare le cose nel mondo del basket?

“Credo che sia fondamentale ripensare a delle regole che siano certe per tutti: come detto dal presidente della Legabasket Gandini, non possiamo rischiare di arrivare al prossimo Natale con giocatori che non percepiscono regolarmente gli stipendi o società che saltano in corso d’opera. Di fatto, spendere i soldi che non si hanno è un qualcosa che non dovrà più esistere”.

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“Spero che continuino a restarci vicini: in questi giorni stiamo facendo molte iniziative su lato comunicazione e marketing per far capire a tutti che continuiamo a essere presenti e attivi. Mi auguro che, quando tutto questo si concluderà, avremo tutti la voglia di correre all’Allianz Dome a vedere la nostra squadra giocare”.

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