Olimpiadi e... sushi: questo è il Giappone di Simone Martini

“Da febbraio le prove interne al gruppo azzurro”

Simone Martini è il canottiere triestino (tesserato per Padova), che è riuscito, ai Mondiali 2019, a qualificare il singolo azzurro ai Giochi Olimpici.

Qual è stato il primo pensiero appe-na conquistato il pass per il Giappone? «Tagliato il traguardo non mi sono reso conto del risultato. In 1” siamo arrivati in 4, ma solo 3 si aggiudicavano la qualificazione. Ho guardato il tabellone ed appena ho letto ITA, ho fatto fatica a crederci. A quel punto mi sono avvicinato al pontile e mi sono lasciato andare alla gioia. Ma mi ci è voluta un’ora per riprendermi fisicamente».

Al ritorno la tua vita è cambiata o è sempre la stessa? «Dopo un breve festeggiamento c’era da recuperare le cose lasciate indietro, quindi posso dire che è cambiata perché ho cercato di focalizzarmi sull’università (facoltà di ingegneria, n.d.r.)».

Hai fatto un po’ di vacanza o hai ripreso “in piena”? «Dopo il Mondiale mi sono concen-trato sulla tesi di dottorato, che, incrociando le dita, si concluderà tra pochi mesi. Ho cercato da subito di mantenere il mio approccio mentale per non perdere di vista gli obiettivi».

Qual è l’aspetto tecnico sul quale stai lavorando per migliorare? «Stiamo curando il colpo in acqua per accrescere la forza. Io in generale sto cercando di limare i miei difetti grazie all’analisi del gesto tecnico con le videoriprese».

Quale sarà il primo impegno importante della stagione? «Da febbraio faremo delle prove interne al gruppo della Nazionale. La prima gara sarà la regionale a Sabaudia a inizio marzo ed a seguire il primo Meeting Nazionale e la prima prova di Coppa del Mondo sempre sul lago di Paola».

Come procede la tua vita non sportiva? «Sono focalizzato sulla tesi di dottorato. Sto portando a termine un percorso triennale che richiede tanto impegno. Tra pochi giorni saprò se la mia tesi è stata accettata o meno. Un paio di domande un po’ diverse...?».

Sai mangiare con i bastoncini? «Certo! Io e la mia ragazza Alessandra (Patelli, atleta nazionale, n.d.r.), siamo amanti del sushi e ci divertiamo a girare i locali facendo recensioni inter nos. Unico problema: quando c’è l’all you can eat ordino troppi piatti e non ci stanno sul tavolo».

Tokyo, se tu fossi un fotografo: fioritura dei ciliegi o Giochi Olimpici?«Assolutamente Olimpiadi. La fioritura accade ogni anno, i Giochi no!».

Tokyo è la città che non dorme mai. A Olimpiadi terminate, cosa ti piacerebbe visitare? «Gli atleti sono scaramantici. Fino a che non avrò la sicurezza di andarci, il viaggio non verrà programmato».

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Con chi? «La ciliegina sulla torta sarebbe riuscire a volare con la mia ragazza, anche lei in squadra olimpica di canottaggio, per poi concederci un meritato viaggio in Giappone».

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