Triestina, le pagelle del girone di andata | Tutti rimandati, nessuna sufficienza piena

La media delle pagelle relative alle 19 giornate del girone di andata mostrano un quadro impietoso, dove nessun rossoalabardato raggiunge la sufficienza. A un passo dal 6 solo Granoche, Formiconi, Offredi, Giorico, Mensah e Gomez

Formiconi uno dei pochi ad avvicinarsi alla sufficienza

Dicembre è tempo di pagelle, tra i timori di chi ha studiato poco, chi naviga a vista e le certezze di chi a domanda sa sempre cosa rispondere. La valutazione scolastica vale anche per i giocatori di calcio della Triestina, che alla fine del girone di andata si ritrovano a fare i conti con un parziale bilancio in base al rendimento espresso fino al periodo prima di Natale. Per i rossoalabardati, sotto la guida di mister Carmine Gautieri (subentrato a Massimo Pavanel dopo il suo esonero e l'interregno di Nicola Princivalli), il quadro complessivo che emerge dalla media delle 19 partite è a dir poco impietoso. 

Le quasi sufficienze

Nessun interprete del poco brillante calcio visto nel girone di andata raggiunge la sufficienza; in alcuni casi per il 6 manca veramente poco (vedi Granoche e Formiconi su tutti, con il quartetto Offredi-Gomez-Mensah-Giorico subito dietro), mentre le delusioni più grandi arrivano dal giovane Procaccio, Frascatore e Matosevic (con quest'ultimo che a dire il vero ha ben poche responsabilità sul rendimento complessivo della squadra, avendo vestito la maglia da titolare in poche occasioni nel 2019). 

Molte le insufficienze gravi

Ciò che salta all'occhio rispetto allo scorso anno, dove la posizione in classifica e l'atmosfera che i rossoalabardati potevano respirare erano di gran lunga distanti dalla desolante fotografia di questo dicembre, è il numero di insufficienze gravi (su tutte i rispettivi 4 a Malomo e Frascatore nelle gare a Cesena e Reggio Emilia) e l'esiguo numero di voti oltre il 7 (dove solo Gomez contro l'Arzignano e Costantino contro il Padova raggiungono il 7.5). Maracchi, anche complice le partite saltate per infortunio e alcune prestazioni non sempre brillanti, si attesta invece su una media di poco inferiore rispetto a Giorico. 

I misteri

Nel mezzo, la poca comprensione sullo scarso minutaggio offerto a Steffè, il discreto avvio di Ferretti (poi svanito pressoché nel nulla) il rendimento molto altalenante di capitan Lambrughi (otto le sufficienze sulle 17 gare giocate) e ancora, la sorpresa a metà Ermacora (quel rosso a Carpi incide di molto sulla media finale) e la grande delusione Procaccio, che dopo il rinnovo firmato quest'anno sembra aver perso lo smalto della stagione precedente, dove in alcune occasioni ha dimostrato di poter fare reparto da solo (vedi lo "scippo" del Bottecchia contro il Pordenone). Capitolo Paulinho: i cinque anni di contratto in questo momento stonano con quello visto in campo fino ad oggi, ma si spera che la società abbia avuto lo sguardo lungo, al netto di plusvalenze possibili in futuro. Cernuto? Su Rai 3, per Chi l'ha visto. 

Il giudizio al Rocco

Voto al Rocco infine: da un lato l'entusiasmo tradizionalmente triestino per gare come quella contro il Padova in casa (ma forse l'impressione provocatoria è che i giocatori abbiano dato tutto solamente contro i campioni d'Italia della Juventus), dall'altro i fischi e la contestazione fuori dagli spogliatoi che, forse, non è arrivata solo per possibili intercessioni societarie, le stesse che hanno lasciato spazio ad un "tribunale" del tifo organizzato, al Grezar qualche tempo dopo l'arrivo di mister Gautieri dove qualche ultras ha puntato il dito contro una presunta presenza di giocatori nella zona della movida triestina, via Torino su tutte. 

Quel pianin pianin rimasto nell'altro emisfero

Argomenti che c'entrano veramente poco con il calcio giocato. Già, il calcio giocato. Questa squadra sembrava fosse stata costruita per guadagnarsi la tanto attesa promozione in serie B, dopo la delusione (forse mai svanita) della sconfitta contro il Pisa nella finale di ritorno. Ed invece ad oggi i numeri parlano chiaro: Triestina fuori dalla zona playoff, 26 punti, più sconfitte che vittorie e 22 goal fatti e 24 subiti. Non il ruolino di marcia di una compagine costruita per lottare con Vicenza, Padova o Carpi. Quel "pianin pianin" detto dal presidente Biasin tempo fa, oggi più che mai sembra essere rimasto nell'altro emisfero. 

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