La Triestina chiude il 2018 tra le prime, l'analisi del girone di andata

A fine del girone di andata la squadra allenata da Massimo Pavanel rimane nelle posizioni di vertice, un risultato che all'inizio dell'anno non era pensabile. Abbiamo fatto il punto sui reparti, la manovra, la missione "identità" e il gap tra le partite in casa e quelle in trasferta

Il girone di andata del campionato di serie C girone B è finito. Con la prima sconfitta in casa la Triestina esce male dalla partita con il non irresistibile Fano e, complice una serie di risultati favorevoli, rimane agganciata al treno delle prime, in piena zona playoff. Le prime 19 partite della stagione hanno visto un’eccellente Unione, sia dal punto di vista del gioco espresso tra le mura amiche, sia per la posizione in classifica che al momento vede l’undici di mister Pavanel al terzo posto con 29 punti fatti. La compagine rossoalabardata distante dal Rocco invece è riuscita a vincere solamente due volte, con la “regina” d’inverno, il Pordenone, e contro il Renate; tre sono i pareggi contro Monza, Sambenedettese e Albinoleffe.

Il tabù fuori casa

Le note negative invece provengono dalle sconfitte proprio in trasferta. Qui il bottino è tutto sommato magro, considerate le quattro partite contro Teramo, Fermana, Rimini e Sud Tirol, che hanno visto una Triestina timorosa e certamente non padrona del campo come a Valmaura.

I reparti: una difesa solida

La difesa ha svolto bene il suo compito anche se in un paio di occasioni Valentini ha “rovinato” il lavoro svolto dai suoi compagni con un paio di interventi non al massimo della brillantezza; Malomo e Lambrughi hanno composto la linea centrale di difesa e, tranne per quanto riguarda le prime partite durante le quali hanno faticato a trovare l’intesa – soprattutto sulla linea – nel prosieguo del campionato sono risultati spesso decisivi. Codromaz quando è stato chiamato in causa ha disputato delle buone partite.

I terzini: le catene di destra e di sinistra

I due esterni titolari – vale a dire Sabatino a sinistra e Formiconi a destra – hanno avuto due gironi di andata abbastanza simili per rendimento. L’ex Pordenone tuttavia non è partito titolare in tutte le partite – cosa che invece l’ex Arezzo può vantare, fatta eccezione per il match contro il Sud Tirol. Libutti si è dimostrato giocatore di categoria, anche se per quanto riguarda gli inserimenti e la lettura del concetto spazio-tempo, risulta essere ancora “acerbo”. Pizzul è elemento valido che può tornare utile a gara in corso: difficile che riesca ad essere titolare in questa Triestina.

Le pagelle di fine primo quadrimestre: Maracchi il migliore, delusione Bracaletti

Un centrocampo ordinato che gioca poco in verticale

A centrocampo il cambio di modulo effettuato da Pavanel a metà del campionato ha fatto sì che alcuni giocatori trovassero più spazio di altri perché capaci di adattarsi (vedi Maracchi) e ha prodotto una buona manovra collettiva. A tre infatti Coletti rimaneva troppo basso e si schiacciava sulla linea difensiva – che se dovessimo parlare di Mascherano potrebbe andar bene, ma in questo caso anche no. A due la situazione è cambiata in meglio, almeno nelle gare centrali della stagione, visto che forse, Pavanel potrebbe iniziare a pensare ad un ritorno a tre, magari con un trequartista (?) che potrebbe arrivare dal mercato di gennaio. Mancano all’appello i gol di Coletti, specialmente sui calci piazzati dal limite dell’area – cosa che Tommaso in allenamento non sbaglia mai ma che durante i 90 minuti invece non riesce ad alzare sopra la barriera degli avversari. In fase realizzativa bene invece i due muli triestini Maracchi e Steffè (due gol a testa).

Granoche un gradito ritorno, a Mensah serve far “muro”

Capitolo attacco. Qui la giostra è girata relativamente bene. Granoche, al di là degli infortuni, è sembrato non essere al top della forma. Il “Diablo” tuttavia ha messo a segno un paio di reti importanti e, soprattutto, quando è in campo la squadra ne beneficia sempre. Petrella ha dalla sua l’essere una “trottola” fondamentale per il reparto, anche se a volte si perde nella confusione e sparisce dal campo. Mensah lotta, corre e si impegna. Quando bisogna usare i piedi molte volte dimostra di non essere giocatore di categoria – e per questo la società ha il compito di farlo migliorare, soprattutto nel fraseggio e nella precisione che la tecnica di base impone a qualsiasi giocatore, in qualsiasi categoria.

Procaccio, un giovane da tenere d'occhio

Una bellissima novità è Procaccio, giovane abile di tenere in piedi l’attacco quasi da solo – vedi Pordenone e altre partite – e “sfrontato” al punto giusto nel tentare la giocata mai banale. L’anagrafica in questo momento è dalla sua parte anche se chiaramente deve crescere dal punto di vista caratteriale. Detto questo però, la Triestina ha l’obbligo di avere un occhio di riguardo per questo ragazzo che, se capace di migliorarsi e di imparare alcune “cattiverie”, è destinato a palcoscenici diversi dalla terza serie.

Il mercato di gennaio potrà aiutare

Pavanel: il mister ha “plasmato” la squadra a sua immagine e somiglianza. Il gioco per quasi tutto il girone di andata c’è stato e, a detta di molti, erano anni che non si vedeva una manovra così scintillante al Rocco. Le note negative giungono, come già visto, dalle trasferte dove la squadra non gira come dovrebbe. La missione “identità” è a buon punto ma per rimanere in alto anche nel girone di ritorno, ci vorrà qualche “jolly” da giocare quando le partite diventeranno stagnanti. Il mercato di gennaio può dare al mister una o due pedine importanti per fare il salto di qualità? La chiave di lettura nel 2019 sarà proprio questa.

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