Triestina, scende in campo il senatore Russo: «"Modello Parma" replicabile»

Il senatore triestino cogli l'invito del giornalista di Sky e concittadino Paolo Condò: «Voglio offrire un contributo qualificante, ovvero coinvolgendo persone interessate: nella nostra città le risorse umane, finanziarie e organizzative per ripartire da un progetto pulito e solido»

«Ho deciso di raccogliere l’appello di Paolo Condò per assumermi il mio pezzo di responsabilità e provare a dare a Trieste, dopo molti anni, una società ed una squadra di calcio finalmente all’altezza della città e dei tifosi che rappresenta. Lo faccio in punta di piedi da tifoso prima che da politico (credo, infatti, che la politica in queste situazioni non debba ricercare protagonismi) nell’unico modo in cui penso di poter offrire un contributo qualificante, ovvero coinvolgendo persone interessate, promuovendo iniziative di dialogo, approfondimento e confronto  aperte a tutti, senza bandiere o stemmi di partito». Così il senatore triestino Francesco Russo presenta l'incontro pubblico “Trieste nel pallone: può il modello Parma riportare l’Unione nel calcio che conta?” di lunedì 14 dicembre alle 18 presso lo Starhotel Savoia Excelsior, organizzato dai giovani di 20Lab, il laboratorio di in-formazione politica e sociale.

All’incontro, aperto al pubblico e moderato dal vicedirettore del Piccolo Alberto Bollis, parteciperanno, tra gli altri, il giornalista di Sky Paolo Condò, Il vicepresidente del Parma Calcio Marco Ferrari, Enrico Samer e Sergio Marassi, presidente del centro di coordinamento dei Triestina Club.

«Lo faccio - prosegue Russo -  anche per provare a pungolare l’eccessiva timidezza dimostrata negli ultimi anni dalle istituzioni cittadine, che, a fronte di imprenditori spesso inadeguati, non hanno saputo svolgere quel ruolo di filtro e regia necessari ad evitare, ultimo in ordine di tempo, le tragicomiche derive della gestione Pontrelli che, oggi, sono sotto gli occhi di tutti».

Francesco Russo Pd«Il primo obiettivo è quello di liberarci da chi sta tenendo in scacco un pezzo importante della Trieste sportiva, superando l'attuale dirigenza e i suoi metodi opachi incapaci di dare un futuro al calcio nella nostra città - continua il senatore triestino -. È arrivato il momento di lanciare un messaggio chiaro a tutti gli pseudo-imprenditori che hanno accarezzato o  accarezzano tuttora l’idea di sfruttare la Triestina per interessi bassi, senza un progetto serio e senza la necessaria copertura finanziaria: Trieste, i suoi tifosi, la sua classe dirigente e imprenditoriale è stufa di faccendieri».

«Ci sono nella nostra città le risorse umane, finanziarie e organizzative per ripartire da un progetto pulito, solido e capace di mettere nuovamente al centro e giuste ambizioni di Trieste, a partire da quella di pensare al calcio come un momento formativo per i giovani e aggregativo per le famiglie ed i tifosi. Proprio il “modello Parma”, ripartito da un fallimento con idee chiare e la passione di un territorio - incalza Francesco Russo - può essere certamente replicabile anche in una realtà come Trieste che, dal punto di vista della cultura e della passione calcistica, ha una tradizione di primissimo piano nel panorama nazionale: sono convinto che a fronte di un progetto serio, certificato e sostenuto anche dall’amministrazione locale (penso non solo ai terreni agevolati di cui parlava Condò ma anche alla possibilità da parte della futura proprietà di trasformare lo stadio Rocco in un centro polifunzionale e all’avanguardia) imprenditori anche locali disposti a investire nel calcio cittadino si faranno avanti».

«Chiunque voglia investire nel calcio triestino - conclude Russo - d’ora in poi, deve tener presente, però, che la pulizia dei bilanci e l'amore per il calcio sono criteri non negoziabili».

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