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"Va ribaltato il concetto di migrazione, i flussi vanno gestiti fin dai paesi di origine"

Domani lunedì 24 giugno alle 17:30 presso la sala Unicusano di via Fabio Severo 14 è in programma la presentazione di Oltrefrontiera, libro scritto dall'ex dirigente di polizia di frontiera, Giuseppe Colasanto. L'abbiamo intervistato

TRIESTE - "Occorre ribaltare il concetto di "frontiera": non più luoghi marginali e privi di interesse, ma posti dove i fatti accadono". E' il pensiero di Giuseppe Colasanto, ex dirigente della polizia di frontiera a Trieste e autore di "Oltrefrontiera" (presentazione in programma domani 24 giugno, sala Unicusano via Fabio Severo 14, inizio ore 17:30), racconto delle sue esperienze personali sul campo tra Balcani, Libia e Medio oriente, che per il nostro "sarebbe stato un peccato depauperare e non trasmettere a persone interessate a questi argomenti, o di stimolo a giovani con il desiderio di esperienze all'estero". Esperienze che hanno tracciato un solco importante ma tra le quali spicca un luogo che è rimasto nel cuore più di altri: "E' Sarajevo, un pò perché è stata la mia prima missione, una città martoriata e ponte fra Oriente e Occidente e che riassume in sé il significato del viaggio". Frontiera significa anche migrazioni, con tutte le problematiche connesse alla gestione delle stesse: per Colasanto occorre "ribaltare il concetto attuale di migrazione. I flussi migratori bisognerà gestirli in sinergia con i paesi di partenza, con programmi di formazione in loco; chi supererà tali percorsi potrà ottenere il visto di ingresso in Europa. Una via di accesso legale, che sarà utile a chi entra e alla società che accoglie". E' anche una questione semantica, di interpretazione della terminologia: il migrante economico non è il richiedente asilo, perché quest'ultimo può fuggire dai paesi dove anche le prospettive di un lavoro non sono rosee. Ma a parte il reale significato dei termini, Colasanto sottolinea che "attualmente le regole europee sono queste. Nei vari capitoli di "Oltrefrontiera" tratto di questi argomenti e di come sono percepiti nei paesi di origine migratoria e di come occorre non interpretare tali fenomeni solo con le nostre chiavi di lettura occidentali". Poi c'è il "sotterraneo", le tratte, le nuove schiavitù, fenomeni che andrebbero indagati in maniera più approfondita. Colasanto sottolinea l'importanza della rete: "Sicuramente il dark web è un territorio di caccia per i trafficanti, ancora poco esplorato dal punto di vista investigativo". Quindi la tratta che si serve della rete in maniera subdola.

La presentazione è organizzata dal Sindacato autonomo di polizia. Sarà presente Lorenzo Tamaro, segretario provinciale, e l'autore del libro Giuseppe Colasanto. Modera Nicolò Giraldi, TriestePrima. 

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