Domenica, 21 Luglio 2024
Quinta commissione

L'asilo nido di Roiano si incaglia in commissione, delibera rinviata

A votare contro, oltre alla minoranza consiliare, anche la consigliera Angela Brandi: "Non vorrei si smantellasse un sistema considerato da più parti un'eccellenza"

TRIESTE - Rinviata la delibera proposta dall'assessore alle politiche dell'educazione e della famiglia Maurizio De Blasio, dopo la discussione avvenuta in quinta commissione, presieduta dalla consigliera Manuela Declich. Oltre alla minoranza ha votato contro la consigliera Angela Brandi, ex titolare della delega all'educazione durante la giunta Dipiazza della scorsa consiliatura, che si è detta in disaccordo "perché non vorrei si smantellasse un sistema considerato da più parti un'eccellenza e perché non viene assicurata una continuità educativa ma solo amministrativa". Si è astenuta la presidente Declich. Assenti diversi consiglieri di maggioranza. Contestato l'affidamento a privati di una struttura pubblica realizzata con fondi pubblici. Il consigliere comunale Francesco Russo ha contestato "il paradosso di questa amministrazione che continua a magnificare l'eccellenza del sistema educativo del territorio mentre la necessità è quella di riempire al meglio uno spazio pubblico. Da pedagogista sento che si fanno confronti solo con chi sta peggio di noi anziché confrontarsi con sistemi avanzati come quello emiliano. Quello che traspare è che la scelta di Roiano non è ideologica ma che segue criteri di arrendevolezza e mi dispiace che il personale che lavora sia in fondo alle vostre valutazioni. Non credo che sia nella vocazione di un ente come il nostro non pensare al lavoro". De Blasio ha risposto che i confronti in realtà "li facciamo proprio con regioni come l'Emilia Romagna". La discussione poi è andata avanti sulle cifre messe in campo: i 631 mila euro di spese per il personale appaiono quasi il doppio dei necessari 336 mila euro contati dalla consigliera comunale di Adesso Trieste, Giorgia Kakovic. La risposta è stata data dagli uffici tecnici che hanno evidenziato che "per quanto specificatamente riguarda le voci di costo relative al personale dipendente comunale, sono previsti tutti i costi che rimangono a carico dell'Ente come risultanti dall'applicazione dei Ccrl in vigore, con riferimento alla figura di un coordinatore pedagogico (categoria D1) per 12 mesi al 30 per cento e alle figure di istruttori educativi asilo nido (categoria C1), questi ultimi per 11 unità a tempo pieno e 3 unità a tempo parziale per 18 ore settimanali, per un totale di 631.173,18 euro di spesa annua, di cui 16.879,04 euro riferiti alla figura di coordinamento pedagogico. In detti computi sono previste anche le spese di supplenza. I relativi costi del personale in appalto sono per l'Ente un fattore di costo complessivo che non dà la possibilità di enucleare i dati individuali da lei richiesti". Comunque la delibera è stata rinviata a data da destinarsi. "Abbiamo sventato - così a margine la Kakovic - il tentativo della giunta Dipiazza di portare in discussione in Consiglio una delibera così cruciale con meno di tre giorni di tempo per poter formulare emendamenti e senza interfacciarsi nuovamente con i rappresentanti delle educatrici. Continuiamo a batterci contro la svendita di un servizio pubblico così fondamentale per il futuro della città e confidiamo che questa "pausa di riflessione" sia utile anche per un ripensamento da parte della maggioranza".

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