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Sabato, 2 Luglio 2022
Il caso tiene banco

Il Comune risponde ai 10 punti dei No ovovia e prepara il giorno di Fuksas

L'amministrazione tira diritto, mentre il Comitato si riorganizza dopo la manifestazione di venerdì scorso e tra i suoi è boom di prenotazioni per l'evento di giovedì 24 giugno. Nell'articolo tutto il match, punto per punto, tra il no e il sì

TRIESTE - Colpo su colpo e punto a punto. Dopo il venerdì di protesta contro la cabinovia l'amministrazione comunale rispedisce la palla nel campo del Comitato No ovovia, rispondendo al famoso decalogo che piace tanto tra i manifestanti. A farlo sono esponenti politici di maggioranza, schierati a difesa del faraonico progetto finanziato con i soldi (quasi 50 milioni di euro) del Pnrr per la mobilità sostenibile. Da un lato la festa di piazza, con le consuete guerre dei numeri tra organizzatori e critici, dall'altro il sindaco Roberto Dipiazza, l'assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi e l'assessore al Porto vecchio Everest Bertoli, intenzionati a portare avanti l'opera a tutti i costi. 

Giovedì Fuksas

In attesa che giovedì 24 giugno l'architetto Fuksas sveli l'opera che andrà a comporre parte del progetto in Porto vecchio, dagli uffici di piazza Unità rispondono colpo su colpo ai dieci punti. Così l'amministrazione - che ha due alleati esterni alla maggioranza, vale a dire Daniela Rossetti di Azione e Italia Viva - boccia le critiche. Andando per ordine, i due mesi di "fermo bora" scendono a 30 giorni con la manutenzione che verrebbe fatta durante i giorni di stop, mentre per quanto riguarda l'insostenibilità economica gli esponenti di maggioranza si richiamano alle attuali analisi economiche (che sarebbero in attivo) e al fatto che il trasporto pubblico triestino viene rifinanziato ogni anno "con 42 milioni di euro e nessuno sembra preoccuparsene, visto che ogni linea della Trieste Trasporti ha un costo di un milione di euro l'anno". 

La questione ambientale

Sul terreno del bosco Bovedo e a livello ambientale la questione diventa più spinosa. Il Comitato del No sa che le carte da giocare sono tutte lì e che non basta far leva sui 1120 alberi che in una delle ipotesi circolanti rappresenterebbero il numero di fusti da abbattere per poter realizzare i famosi 14 metri di tragitto. "E’ necessario pulire solo un percorso pedonale di una larghezza di due metri sotto le funi, nei due sensi di marcia, e il tutto può al massimo raggiungere la superficie di un ettaro" questa la risposta al punto in cui gli ettari da disbocare diventano quattro (tra il Bovedo e campo Romano). Il progetto, sempre secondo quanto sostiene l'amministrzione, prevede di ripiantare più alberi di quelli che vengono abbattuti. La temperatura poi si alza quando entra in campo il trasporto pubblico (con cui secondo i critici il progetto non si integra) e il tram di Opicina viene fatto resuscitare. "E' la Trieste Trasporti a candidarsi a gestire la cabinovia, proprio per integrarla".

Colpo su colpo

Le dimensioni della contrapposizione allargano il perimetro quando si parla di disagi ai residenti del Carso - che per l'amministrazione non corrisponde al vero, "la stragrande maggioranza ne trarrà benefici" -, oppure della manutenzione straordinaria, che non sarà a carico del Comune ma di chi la gestirà. "Le cabine sono invisibili rispetto al faro della Vittoria" continua l'amministrazione che, quando si parla di rischio idrogeologico sostiene come le case pesino molto di più dei piloni. Infine, quando il decimo punto sostiene che la cittadinanza non sia stata coinvolta la giunta tira dritto. "Non è vero, è stata fatta la consultazione pubblica sia per il piano della mobilità che per quello regolatore. Entrambi presentavano la cabinovia". Giovedì, sul cemento di Porto vecchio, l'ennesimo match in cui mandare la pallina oltre la rete. Il fronte del no si è mobilitato per essere presente all'evento, l'amministrazione difenderà a spada tratta l'opera dell'archistar. Colpo su colpo, punto a punto. 

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