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Sabato, 2 Luglio 2022
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Sindacati sanità e Regione ai ferri corti, "Sistema ha retto grazie a noi, ora siamo al collasso"

La presa di posizione delle diverse sigle sindacali è durissima e tira in ballo le terapie intensive e la gestione complessiva della pandemia. "Non è una interpretazione ma una veritiera descrizione di quanto avvenuto e ancora oggi negato dall’amministrazione regionale”. Riccardi incontra gli infermieri. Critiche dall'opposizione

Negli ospedali in crisi a causa della pandemia c’è bisogno di personale e la pazienza della prima linea sembra essere arrivata al capolinea. Tra l’emorragia di sanitari contagiati e nuove possibili prospettive, la Regione Friuli Venezia Giulia recepisce le linee guida statali ed "apre" ai professionisti stranieri. A mettersi di traverso ci pensa però una durissima nota sindacale unitaria firmata da Aaroi-Emac, Anaao-Assomed, Anpo-Ascoti-Fials, Fassid, FPCgil e Fvm. Il gruppone guidato da Alberto Peratoner e Valerio Fregonese stralcia il riposizionamento della Sanità guidata da Riccardi ed esprime “forte preoccupazione” rispetto alla decisione. Il mondo della sanità ha vacillato sotto i colpi del Covid ma è riuscito a reggere almeno alle prime tre ondate. La quarta – quella legata alla variante sudafricana – ha di fatto azzerato ogni convinzione ed ogni strategia di gestione epidemiologica, con numeri che non si erano mai visti prima, tantomeno tra i sanitari. I vaccini hanno frenato la diffusione della malattia grave ma non sono riusciti ad evitare la rapidità del contagio di Omicron, che ha mandato in tilt il sistema di tracciamento anche a causa delle assenze. Sullo sfondo il livello di scontro tra sindacati e vertici non si è mai placato.

I sindacati tornano su numeri e gestione: "Siamo al collasso"

I temi della nota intersindacale in realtà erano già stati anticipati da QuotidianoSanità qualche giorno fa. La preoccupazione ha avuto tempo di crescere e di trovare forza nell’unione. “Avremmo preferito fossero messi in atto altri provvedimenti, da noi suggeriti da tempo, per far fronte alla situazione d’emergenza”. Così facendo i sindacati tornano sulla questione delle terapie intensive, protagonista di una lunga denuncia di settore successivamente avvalorata dall’ispezione ministeriale. In quella fase il sistema, secondo i sindacati, ha retto solo grazie alla “resistenza e alla professionalità di medici ed infermieri”.

"Depistaggi" e "esiti ispettivi "tenuti nascosti"

Non va tanto per il sottile la prima linea del fronte. L’esito dell’ispezione sarebbe stato tenuto “nascosto” e sarebbe stato oggetto di “depistaggio”, come avrebbe confermato il report stilato dalla Corte dei conti. “Non è una interpretazione di singoli – ribadisce la nota – ma una veritiera descrizione di quanto avvenuto e ancora oggi negato dall’amministrazione regionale”. Il clima tra i sanitari è quello di un’agitazione sindacale prossima a traboccare. Il potenziamento del territorio è stato “sbandierato” ma “mai attuato”. Se la Regione e le Aziende sanitarie dovessero continuare ad esprimere un “costante disinteresse” nei confronti della tematica, allora secondo i sindacati (che da tempo chiedono un tavolo di confronto) la situazione sarebbe prossima al “collasso della sanità come servizio pubblico”.  

Riccardi incontra gli infermieri: "Serve uno sforzo comune"

Il vicegovernatore, nel frattempo, ha incontrato i delegati regionali degli infermieri e si dice pronto a “precedere il recepimento della disposizione statale che prevede la possibilità di reclutare professionisti sanitari anche tra i cittadini di Paesi non appartenenti all'Unione europea. Serve uno sforzo comune". Nella polemica si inserisce anche il segretario regionale del Pd, Cristiano Shaurli. “Al duo Fedriga-Riccardi il boomerang è tornato sui denti. Ma non ho nessuna speranza in un atto di coraggio di Fedriga, come sempre sarà colpa degli altri”.

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