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I genitori di Giulio Regeni: "Traditi dallo Stato che fa accordi con chi ha ucciso nostro figlio"

Oggi Paola Deffendi e Claudio Regeni, i genitori di Giulio, assieme alla legale di famiglia, Alessandra Ballerini, hanno incontrano studentesse e studenti dell'Università di Padova nell'Archivio Antico di Palazzo del Bo dopo che nella mattinata ne avevano incontrato 220 delle scuole superiori di Abano Terme

«Quanto la verità vi potrà ostacolare per avere giustizia?». E' la domanda posta da un ragazzo sedicenne la perfetta sintesi della situazione in cui si trova il percorso che porti a scrivere la storia degli ultimi giorni di Giulio Regeni. Oggi Paola Deffendi e Claudio Regeni, i genitori di Giulio, assieme alla legale di famiglia, Alessandra Ballerini, hanno incontrano studentesse e studenti dell'Università di Padova nell'Archivio Antico di Palazzo del Bo dopo che nella mattinata avevano incontrato 220 studenti delle scuole superiori di Abano Terme. In serata, sempre venerdì 3 marzo, saranno alla Fornace Carotta per un incontro pubblico organizzato dal Comune di Padova. «Giulio avrebbe voluto aprire i libri questo di archivio - dice la signora Paola Deffendi - indicando i libri presenti nella biblioteca. Aveva grande passione per libri, Giulio. Ma non era un solitario, Giulio aveva tantissimi amici. Non a Il Cairo, dove invece ci sono solo dei traditori». Sempre decisa, mai una parola in più ma è molto chiaro il messaggio della madre di Giulio, ma sulle stessa lunghezza d'onda anche la legale: «Difendersi costa fatica, una fatica indicibile - sottolinea Alessandra Ballerini, l'avvocato della famiglia Regeni - Difeso dal fango, dalla viltà egiziana e dalle nostre istituzioni che fanno accordi con i regimi invece che difendere i suoi cittadini». Una strada altro che in salita, la loro. «Quando hetto gli atti depositati dal procuratore generale Egitto nominato da AlSisi - sottolinea ancora la legale - si è visto scritto nero su bianco il rifiuto al ministro Cartabia. Quel “non intendiamo collaborare, abbiamo indagato sui 4 imputati ma riteniamo siano estranei a sequestro e tortura quindi non solo non possiamo riprocessarli ma neanche collaborare con chi li vuole processare” non lascia spazio ad alcun dubbio su quella che è la posizione egiziana. Ma il nostro paese cosa fa? Permette che suoi giovani possano venire uccisi senza difenderli?». Anche il professor Mascia, che ha la cattedrai dei diritti umani ha messo in evidenza il ruolo dell'Egitto: «Lo Stato egiziano ha violato norme internazionale su tutela diritti umani e protezione stranieri. L' Egitto stato in cui violazioni sempre più estese e reiterate». Ma il nostro Governo, con quello de Il Cairo, fa accordi e affari. Come la mettiamo? 

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