Venerdì, 19 Luglio 2024
La protesta / Barriera Vecchia - Città Vecchia / Piazza della Libertà

In centocinquanta a manifestare sulla gestione di rifugiati e transitanti

Duro attacco di Schiavone di Ics all'incontro di protesta in piazza della Libertà: "Trieste è una città che si caratterizza per un'ottusità complessiva, una città che ha una bassissima consapevolezza sociale ma soprattutto un enorme degrado istituzionale"

TRIESTE - Una manifestazione che è stata un crescendo, quella di questo pomeriggio in piazza della Libertà, per protestare pacificamente contro il modus operandi delle istituzioni relativamente alla questione silos. Dalla cinquantina di partecipanti si è passati agli oltre centocinquanta che si sono ritrovati per manifestare il loro dissenso. Tante le associazione partecipanti: sono arrivati da Ancona, da Milano come quelli di Resq people saving people, gli scout da Treviso e da Ronchi dei Legionari. Ai margini della piazza c'erano alcuni profughi accampati intenti a riposare dalle fatiche del viaggio: "Erano molti di più questa mattina" ha detto Gianfranco Schiavone di Ics che ha attaccato in maniera durissima le istituzioni locali: "Il 20 giugno è la giornata mondiale dei rifiugiati e a Trieste viene celebrata da anni. Quest'anno ha un significato particolare, in parte di soddisfazione, in parte di grandissima preoccupazione. Soddisfazione perchè è chiaro che nessuno può avere nostalgia del silos, realtà vergognosa, ma preoccupazione perchè la chiusura del siilos avviene al buio in quanto non c'è un piano per chi è in transito. Questa notte qui in piazza hanno già dormito una decina di persone. E' bastato un solo giorno. Quindi sui transitanti questa città fa finta di non vedere. Per Trieste non esiste il fenomeno, mentre in realtà i transitanti sono l'80 per cento. Non parliamo di turisti sbadati ma di persone che hanno necessità di protezione ma che non presentano domanda d'asilo a Trieste. Sui rifugiati si parla di ampliare l'ostello. Ma l'ostello c'è sempre stato, aveva già una capienza di oltre cento posti quando il silos era arrivato a contenere 400 ospiti perchè non funzionavano i trasferimenti. Ora se l'ostello non viene fatto funzionare con un meccanismo di redistribuzione avremo centinaia di richiedenti asilo in strada. Trieste è una città che si caratterizza per un'ottusità complessiva, una città che ha una bassissima consapevolezza sociale ma soprattutto un enorme degrado istituzionale. Quindi il senso della giornata di oggi è quello di richiamare al senso di responsabilità e rispetto". 

Tra gli interventi quello di Gian Andrea Franchi di Linea d'Ombra che ha ricordato le atrocità che hanno subito e che subiscono coloro che affrontano la rotta balcanica: "questo non è un fenomeno migratorio come gli altri ma è un annuncio del nuovo mondo, della crisi ambientale, di un mondo terribile in cui i nostri figli e i nostri nipoti dovranno vivere. Noi abbiamo la responsabilità, e questa piazza è uno dei luoghi, di organizzarci, di metterci insieme, di fare comunità e reagire a questo sfascio, a questa miseria, degna dei tempi peggiori del nazifascismo. Per cui il senso del nostro venire qui tutti i giorni è proprio quello di creare forme di comunità, di rompere questa indifferenza, che è una specie di malattia mortale della nostra società". Si intravedono anche fasi di stanchezza: "Personalmente comincio ad essere stanco dopo quasi sei anni di malagestione, non sta cambiando nulla" ha detto Francesco Cibati di Linea d'Ombra.

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