Il parere del ministro / Barriera Vecchia - Città Vecchia / Piazzale Marinai d'Italia

Migranti, Tajani: "Il Mediterraneo rischia di diventare un mare cimitero"

Il ministro al Forum Risorsa Mare, da ieri in corso alla Stazione Marittima. "L'Italia non può diventare l'approdo di tutto il mondo", ha dichiarato il ministro, auspicando che “la Tunisia possa bloccare le partenze dall'aeroporto di Sfax, inoltre vanno distrutte le navi dei trafficanti” per “impedire le partenze”

TRIESTE - A causa di un’ondata migratoria "straordinaria", "il mare Mediterraneo rischia di trasformarsi in un mare di disperazione, in un mare cimitero, quando invece dovrebbe essere quello che è sempre stato per noi dall'inizio della storia della nostra civiltà, un mare di commercio, un mare di scambi". Sono le parole del ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani al Forum Risorsa Mare, da ieri in corso alla Stazione Marittima. Il ministro, a margine dell'intervento, ha toccato vari punti tra cui la sua proposta di privatizzazione dei servizi nei porti italiani, secondo lui “mal interpretata”, in quanto “non significa vendere beni demaniali perché non si possono vendere, e nemmeno togliere la guardia di finanza, le dogane e la guardia costiera. Ci sono servizi che sono già stati privatizzati”, cosa che sarebbe “vantaggiosa dal punto di vista economico”.

In merito alla questione migranti, Tajani ha dichiarato che “il Governo considera prioritaria la rotta balcanica insieme alla rotta mediterranea”, e che “la questione di traffico di esseri umani non è sempre una questione italiana ma sempre più questione europea e internazionale”. Sono state poi citate le molte e simultanee situazioni di crisi nel continente africano: “Il nostro ambasciatore dice che la città di Khartoum è praticamente stata distrutta dalla guerra Civile”, parlando di una “situazione generale di conflitti che spingono le persone a fuggire e le catastrofi naturali e cambiamenti climatici fanno il resto. Lo diremo in occasione dell’ assemblea eccezionale delle Nazioni Unite la prossima settimana a New York: dev’essere anche l’Onu a intervenire”. "L'Italia - ha continuato - non può diventare l'approdo di tutto il mondo", poiché "nel 2050 ci ritroveremo tra i 2,5 e i 3 miliardi di africani, se non interveniamo la situazione sarà sempre più esplosiva”.

Il ministro ha poi citato il memorandum europeo firmato con la Tunisia e ha auspicato che l’Europa possa mettere in atto “una nuova operazione Sofia”, che preveda “fermezza con i migranti irregolari”, con l'auspicio che “la Tunisia possa bloccare le partenze dall'aeroporto di Sfax, e vanno distrutte le navi dei trafficanti” per “impedire le partenze”. In merito al ruolo dell’Italia sul fronte dei Balcani, è previsto un meeting lunedì 18 settembre con i ministri degli esteri dei paesi balcanici per “affrontare i temi dell’ingresso dell’Europa dei paesi dei Balcani occidentali e la questione migratoria”.

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