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Porto Vecchio diventa Porto Vivo e cerca investitori: una ventina di magazzini verso l'alienazione

Bernetti: “Non una banale vendita, con stima ufficiale di oltre 62 milioni di euro, ma un obbligo del fare da parte del privato, con una regia in mano pubblica”. Dipiazza: "Già avviate opere per 160 milioni"

Il Porto Vecchio, che assumerà la nuova identità di “Porto Vivo”, si prepara ad accogliere nuovi sponsor, ossia investitori privati per progetti in grado di favorire lo sviluppo della città e l’interesse dei cittadini, auspicabilmente nel 2023. Questo è quanto prevedono le linee guida del piano operativo approvato ieri dal Consorzio Ursus (composto da Regione, Comune di Trieste e Autorità Portuale).

In una conferenza stampa indetta oggi, il dirigente comunale Giulio Bernetti ha specificato che si sta cercando “un interlocutore unico, per uno sviluppo migliore, sia dal punto di vista energetico che della gestione delle destinazioni d’uso. Vogliamo evitare un’alienazione ad un fondo d’investimento che magari compra e poi lascia tutto lì”. Secondo Bernetti “non ci sarà quindi dal 2023 una banale vendita di 20/25 magazzini (con una stima ufficiale validata dall’Agenzia delle Entrate di oltre 62 milioni di euro) ma un obbligo del fare da parte del privato, con una regia in mano pubblica”.

Il sindaco Dipiazza ha poi rimarcato il lavoro e gli investimenti finora effettuati dall’Amministrazione: “Ci sono già 160 milioni di euro d’investimenti in opere e lavori pubblici con cantieri e gare già avviate nel Porto Vecchio, ora PortoVivo di Trieste, e mi fa davvero sorridere pensare che c’è qualcuno che va dicendo che non abbiamo fatto niente”.

L’assessore al Porto Vecchio (ora Porto Vivo) Everest Bertoli ha poi illustrato, in parte, le linee guida che definiranno i successivi passi: “Vogliamo operare nell’ottica di un sistema trigenerazionale, ovvero che in quest’area si trovino bene i bambini, gli adulti e gli anziani. E’ questa la nostra scommessa, unita al fatto che si crei anche un’area autonoma dal punto di vista energetico e soprattutto verde. Infine abbiamo anche registrato il logo di PortoVivo che a questo punto diventa il marchio ufficiale di tutte le azioni che saranno portate avanti”.

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