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Lunedì, 17 Gennaio 2022
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Vita Activa Nuova APS: presentata l'associazione che mira all'inclusione sociale militante ed etica

Una realtà nata con lo scopo principale di offrire occasioni e contributi per favorire la convivenza e promuovere il benessere individuale e collettivo: è stata presentata ieri, martedì 30 novembre, al Circolo della Stampa di Trieste, l'APS Vita Activa Nuova

È stata presentata ieri, martedì 30 novembre, al Circolo della Stampa di Trieste, l'APS Vita Activa Nuova. Fondata da nove donne e un uomo a luglio 2021, Vita Activa Nuova APS raccoglie una polifonia di esperienze e di ricchezza umana e professionale peculiari, un coro dedicato a lasciare un segno di cura e attenzione verso le esclusioni, le fragilità e le ferite, mettendo in evidenza il carattere positivo e costruttivo della visione utopistica di Arendt.

L'APS Vita Activa Nuova è fonte di ispirazione di un’azione laica e solare che mette in primo piano il valore politico e culturale delle risorse individuali di pensiero e di relazione, fino a configurare un laboratorio creativo e competente, generativo di idee e proposte editoriali e progettuali che mirano all'inclusione e di respiro multiculturale. I territori privilegiati, ovvero i valori, verso i quali VAN APS intende concentrare la sua vocazione sono: il femminismo con l'obiettivo di lavorare sull'equità di genere; la memoria e lo sguardo al futuro; la divulgazione scientifica; l'attività educativa; la bellezza come veicolo pedagogico e psicologico per educare un’esistenza consapevole, accogliente e gentile.

L’azione di Vita Activa Nuova si sviluppa lungo due direttrici privilegiate: la produzione editoriale e i progetti sociali. L’intento editoriale è consapevolmente di nicchia, da non intendere come spazio marginale o di isolamento locale, ma come collocazione intenzionale che parte da un preciso luogo territoriale, Trieste, città letteraria e multiculturale, e si allarga al piano nazionale e internazionale. Ben definita da una proposta riconoscibile, si propone di costruire un pubblico
di lettrici e lettori che cresce come comunità che aderisce e premia i principi a cui si ispira Van APS. I progetti sociali sono il contributo di Vita Activa Nuova trasformati in formazione, in sensibilizzazione, in educazione, in progetto politico di base.

La presentazione di Vita Activa Nuova

"Quella che presentiamo oggi non è “semplicemente” un'associazione di promozione sociale che edita libri e realizza progetti di inclusione sociale: Vita Activa Nuova ha l'ambizione di essere una risposta alla crisi di cura che stiamo vivendo, la promessa di un impegno militante che si propone di ricostruire gli sfilacciati legami sociali e ridisegnare un nuovo modo di stare al mondo." Queste le parole della presidente Gabriella Taddeo all'apertura della conferenza di presentazione.

Una realtà nata con lo scopo principale di offrire occasioni e contributi per favorire la convivenza e promuovere il benessere individuale e collettivo. L'associazione, ispirata dalla visione utopistica di Hannah Arendt, intende lavorare per il raggiungimento dell'equità di genere, per la diffusione della memoria, in particolare quella oscurata e dimenticata, per la conoscenza della realtà attraverso gli strumenti dell'indagine scientifica, per la formazione in special modo delle persone più vulnerabili. La bellezza e le parole saranno le vanghe con cui questi territori saranno arati; i libri gli strumenti privilegiati per realizzare questi obiettivi. Libri che saranno riconosciuti per l'impegno etico e per la qualità, che si potrà toccare a partire dalla tipologia della carta, dalle modalità della rilegatura, dalla scelta di non mandare al macero le copie invendute.

In proposito è intervenuta la direttrice editoriale Gabriella Musetti, chiarendo la collocazione di Vita Activa Nuova Aps: "La nostra posizione, nel panorama editoriale italiano, può essere vista come di ‘nicchia’, e in qualche modo lo è, basta intendersi su che cosa significa la parola. Non significa un isolamento locale oppure narcisistico, significa invece essere pienamente consapevoli della propria storia passata, del limite delle nostre risorse, del luogo in cui nasciamo (non per fermarci ad esso ma per andare oltre), dei nostri desideri e obiettivi, per creare una realtà nuova e dinamica riconoscibile a tutti, con una individuazione precisa dei suoi ambiti di interesse e compiti programmatici, soprattutto lo sviluppo di una dimensione critica e attenta alla lettura della realtà contemporanea. Una operazione culturale con finalità di orientamento e diffusione di una cultura critica, aperta, libera e socialmente utile in quanto fondativa di valori comuni, ovvero ‘messi in comune’."

In conclusione sono stati annunciati i primi titoli già usciti: “La speranza è una strana invenzione. Racconti di donne”, a cura di Barbara Buoso e Ilaria Durigon, “Confine donna. Poesie e storie di emigrazione”, a cura di Silvia Rosa, e “Una genealogia ritrovata. La moglie, la figlia e la nipote di Tolstoj si raccontano”, di Marta Albertini, pronipote di Lev Tolstoj e nipote di uno storico direttore del Corriere della Sera, cura e traduzione di Laura Ricci, che sarà presentato nei prossimi giorni ad Orvieto.

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