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Venerdì, 12 Agosto 2022
La recensione

Lunghi applausi per "Le Baccanti", sul palco del Rossetti anche il no alla guerra in Ucraina

Grande successo per lo spettacolo diretto da Laura Sicignano. Tra gli applausi finali, anche quello per il cartello con la scritta "no war", portato sul palco da uno degli attori

Grande successo per "Le Baccanti" di Laura Sicignano andate in scena ieri, 25 febbraio, al teatro Rossetti. La seconda delle quattro recite allo Stabile ha chiuso il sipario con un lunghissimo applauso, trasformatosi in un lungo abbraccio metaforico quando uno degli attori è uscito sul palco con il cartello "No War", in riferimento alla crisi tra Ucraina - Russia. Uno spettacolo che ha stupito il pubblico non solo per la volontà di far emergere temi ancora attuali nascosti tra le pieghe di una delle più belle tragedie di Euripide, ma anche per la linea femminile che ha intrecciato la trama con raffinata sensualità e inebriante follia.

Il Dioniso di Laura Sicignano è donna. Interpretato da Manuela Ventura, è un dio seducente, capace di stuzzicare e di risvegliare i desideri più nascosti. Potente e spietato domina la scena anche con il silenzio. Sono le sue movenze accuratamente studiate a dare al personaggio - giunto tra i mortali - la sua divinità. Un pretesto per affrontare le Baccanti in una chiave moderna, mirando a sovvertire il maschilismo e la misoginia dei greci. "Le Baccanti sono potenti come dee / Le loro chiome non bruciano / Le nostre armi non le feriscono / Maschi contro femmine / E vincono loro", spiega con stupore il messaggero (Silvio Laviano) evidenziando l'assurdità dell'inversione dei ruoli.

Ambientata in un museo infestato che ricorda una villa abbandonata, la trama si snoda con l'ausilio di luci, proiezioni e musica che ne accelerano il ritmo, delinendo il tema centrale della tragedia: la costante diatriba tra ragione e follia e la decapitazione della prima a causa dell'hybris di Penteo egregiamente interpretato da Aldo Ottobrino. Un personaggio che nelle prime scene si presenta quasi burbero e prepotente, forse a rappresentare l'universo maschilista che Sicignano condanna: “Hai proprio un corpo ben fatto, Straniero, / o almeno così direbbero le donne: non è per loro che sei venuto a Tebe? - dice con tono inquisitorio a Dioniso - / E guarda quei riccioli lunghi (certo non sei un lottatore!), / che ti lambiscono le guance, come traboccano di desiderio”. Per poi cadere nel tranello del dio che, con l'inganno, non solo lo traveste da donna per portarlo sul monte Citerone, ma lo rende sempre più docile.

In scena ci sono poi i "due vecchi" , il saggio Tiresia (Antonio Alveario) e Cadmo (Franco Mirabella), e c'è anche Agave (Alessandra Fazzino), la madre di Penteo, a cui viene rivelata la verità solo al termine della tragedia, costringendola all'esilio. Infine, eccezionali le perfomance delle Baccanti (Egle Doria, Lydia Girdano, Silvia Napoletano). Le femmine folli capaci di imprese sovrumane comandate da Dioniso comunicano soprattutto con la danza, su musica elettronica di Edomondo Romano.

Ne "Le Baccanti" di Laura Sicignano non c'è nulla dell'antica Grecia se non qualche passo del testo originale. La scelta degli abiti, la scenografia e il testo adattato da Alessandra Vanucci per renderlo più fluido, mirano ad altro. Eppure, nel complesso, l'atmosfera che si respira è così viva da riuscire a far catapultare gli spettatori tra gli spazi di quel tempo, più precisamente a Tebe, dove tutto è iniziato.

In scena al Rossetti ancora sabato 26 febbraio ore 20:30 e domenica 27 febbraio alle ore 16. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti, agli altri consueti punti vendita, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.

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