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Martedì, 9 Agosto 2022
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Crisi industriale, la Tirso rassicura: "Non chiuderemo lo stabilimento di Muggia"

Presenti all'incontro i rappresentanti della Regione e le sigle sindacali. Dalla settimana scorsa l'azienda ha esteso le ferie collettive agli oltre 270 dipendenti dalle 2 alle 4 settimane. La problematica principale è legata agli elevatissimi costi dell’energia: l’ultima bolletta recapitata ammonta a 1,6 milioni di euro

L'azienda tessile Tirso ha dichiarato di voler mantenere il sito produttivo a Muggia e di voler cercare soluzioni alternative, anche se i problemi legati ai costi energetici produrranno un rallentamento dell'attività lavorativa in autunno. L'azienda stessa ha rassicurato la Regione dopo l’incontro informativo dedicato all’analisi preventiva delle criticità. Hanno preso parte al tavolo i dirigenti dell’azienda, gli assessori della Regione FVG Sergio Emidio Bini (attività produttive) e Alessia Rosolen (lavoro), il sindaco di Muggia Polidori, le parti sindacali Friulia e Confindustria Alto adriatico

Come dichiara una nota della Filctem Cgil e Nidil Cgil, dalla settimana scorsa l'azienda ha esteso le ferie collettive agli oltre 270 dipendenti dalle 2 alle 4 settimane. La problematica principale, come già evidenziato nell’assemblea di giovedì scorso, è legata agli elevatissimi costi dell’energia: l’ultima bolletta recapitata ammonta a 1,6 milioni di euro. Questo improvviso innalzamento ha delle inevitabili ripercussioni sull’andamento dell’azienda e sulle lavoratrici e i lavoratori. L’azienda rassicura, ma allo stesso tempo fa sapere che, se la crisi energetica continuerà, nel mese di settembre con molta probabilità si ricorrerà alla cassa integrazione.

Tirso Spa è una delle poche aziende nazionali italiane nel settore tessile che ha anche dei gruppi e siti produttivi in Italia e all’estero: Fil Man Made Group (Cina, Portogallo, Turchia). Preoccupa in modo particolare la situazione di 60 lavoratrici e lavoratori assunti con contratto di somministrazione, a tempo determinato e indeterminato.

Attraverso la commissione per lo Sviluppo economico della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, come ha
spiegato l'assessore regionale Bini, "verrà presentata al Governo una nota in cui si evidenzia la necessità di una norma nazionale, dato che la materia non è di competenza regionale, con cui si prevede, per un periodo transitorio, di "congelare" gli effetti sulla contabilità societaria dei sovra costi, rispetto al 2019, delle spese per l'energia e per le materie prime, o in alternativa, consenta l'ammortamento degli stessi nei quattro anni di bilancio successivi".

L'assessore Rosolen ha poi chiesto all'impresa di "condividere il percorso legato all'utilizzo degli ammortizzatori e di non procedere con decisioni unilaterali stante la disponibilità della Giunta regionale a seguire ogni passaggio e a mettere a disposizione risorse per accompagnare scelte di politica del lavoro".

“Come NIdiL Cgil teniamo alta l’attenzione sulla situazione dei lavoratori somministrati, che in questa tipologia di situazione sono i primi a rischiare di perdere il posto a causa della forma contrattuale meno stabile - sono le parole di Nicola Dal Magro, Segretario NIdiL Cgil Trieste e coordinatore Cgil Muggia - Non possiamo fare a meno di segnalare la necessità di un tavolo allargato a tutte le sigle sindacali, alle rappresentanze industriali e alle istituzioni per individuare le fasi di un percorso che dia un futuro a questa città”.

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