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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Produttori del territorio / Muggia

Dall’osmiza di famiglia alle esportazioni al Giappone: la storia dell’azienda vinicola Nicolini

L'azienda produce vini del territorio, tra cui malvasia istriana, la vitovska e il moscato bianco, con uve autoctone del Carso triestino. Un'attività che nasce da una lunga storia familiare e oggi esporta all'estero l'80 per cento della sua produzione

 “Il mio vino comincia dalla terra. Il rispetto per il campo, per la pianta. La vigna. Il lavoro quotidiano. In cantina arriva già con la sua storia. Noi favoriamo la sua evoluzione, il più naturalmente possibile. Questo vino racconta il luogo che lo fa nascere”. Così descrive il suo lavoro Eugenio Nicolini, titolare dell’omonima azienda agricola, che produce vini del territorio, tra cui malvasia istriana, la vitovska e il moscato bianco, con uve autoctone del Carso triestino.

Vini a chilometro zero, per i quali “da poche viti centenarie di famiglia, abbiamo prodotto nuove piante, sperimentandone la vinificazione”. I due ettari di vigneti si stagliano sui colli di Muggia, sulla “stessa terra, argillosa e generosa, di una parte dell’Istria”. L’attività è interamente a conduzione familiare e vi lavorano Eugenio Nicolini, i suoi genitori e la sua compagna. Eugenio lavora all’area di ricerca e si occupa dell’azienda nel tempo libero, “per passione”, eppure la fama dei suoi vini corre in giro per il mondo, infatti esporta all’estero circa l’80 per cento della produzione, dal Giappone all’Australia agli Stati Uniti.

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“Qualche giorno fa è venuto qui un ragazzo di Philadelphia, che conosceva bene il nostro marchio”, assicura Eugenio, e racconta che “nella mia famiglia abbiamo sempre prodotto vino, dai tempi della mia bisnonna. Sono nato in questo mondo e ho sempre amato vedere questo processo dall’inizio. A fine anni 70 abbiamo aperto un’osmiza, poi dal 2012 siamo passati al solo vino imbottigliato”. A cambiare le sorti della famiglia Nicolini è stato un incontro fortuito, un collaboratore di Luigi Veronelli, decano dei giornalisti specializzati in vino e cibo. “Ha trovato interessante la nostra Malvasia - spiega Eugenio -, e dopo pochi giorni è uscito un articolo Corriere della sera, a firma di Veronelli, che ci inseriva tra i 10 migliori assaggi dell’anno. Da lì abbiamo trovato la nostra strada e ora siamo molto felici”.

L’azienda vinicola non partecipa sovente alle fiere e alle esposizioni ma quest’anno sarà ospite a Teranum, la manifestazione che omaggia i vini rossi del Carso e che si terrà il prossimo giovedì 6 aprile al Savoia Excelsior Palace. Saranno ospiti a Teranum le specialità 'rosse' di Nicolini, il refosco istriano, la borgogna nera e l’ormai rara piccola nera, una varietà di uva quasi scomparsa in Italia, originaria dell’Istria. “Si tratta di un vino rosato - spiega Eugenio - con macerazione di 3 - 4 giorni. Ogni anno ha una gradazione di colore diverso, che dipende dalla maturazione. Quest’anno tanto, con molto sole poca pioggia è maturato di più ed è diventato un po’ più scuro”. Vini ogni anno leggermente diversi, che lasciano parlare la terra, in cui l’uomo interviene il meno possibile: “In cantina non faccio praticamente nulla - assicura Nicolini - opero soprattutto in campagna. Non filtro e non lavoro, uso lo stesso metodo dei miei nonni”.

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