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Nel centro di Trieste

Wellness e creatività: il nuovo hotel nel cuore del Borgo Teresiano guarda al futuro ma con occhio alle tradizioni

Nel cuore di Trieste, a pochi passi dal mare, ha preso vita You.me Design Place Hotel, un'innovativa struttura ricettiva su progetto di Interior design e Illuminotecnico dell'Architetto Simone Micheli

Una nuova, futuristica potremmo dire, struttura ricettiva situata nel cuore di Trieste e progettata dall'architetto Simone Micheli: You.me Design Place Hotel si trova nel Borgo Teresiano, in via Giuseppe Mazzini 3, nel centro più vissuto della città. Un'innovativa struttura ricettiva a 4 stelle dotata di 20 camere/suite e un centro benessere.

L'hotel è stato ultimato ad aprile 2021 con committente, proprietà e gestione del Borin Hotels Group, con progetto architettonico e direzione lavori dell'Architetto Francesco Costa, progetto architettonico dell'Architetto Tiziano Maitan, progetto di Interior design e Illuminotecnico dell'Architetto Simone Micheli e progetto di Visual design di Roberta Colla.

L'hotel nel cuore pulsante di Trieste

Essenzialità dei volumi, fluidità degli spazi e comfort: You.Me Design Place Hotel è un luogo ospitale nel rispetto dei principi alla base delle sue opere, ovvero identità, ibridazione e contaminazione. Nel cuore di Trieste, a pochi passi dal mare, ha preso vita questa struttura ricettiva il cui nome allude alla simbiosi che si instaura tra l’ospite e lo spazio che lo accoglie.

Città portuale tra le più affascinanti d’Europa, crocevia di culture provenienti da tutto il mondo, Trieste è oggi una meta di grande interesse sia per il turismo di piacere che per i viaggi d’affari. Il suo carattere dinamico, e quella sua “scontrosa grazia” cantata da Umberto Saba, hanno ispirato la progettazione del You.Me Design Place Hotel, a pochi passi da Piazza Unità d’Italia. Posizione strategica e veste squisitamente contemporanea candidano l’innovativo albergo come scelta prediletta da una clientela moderna e vivace, alla ricerca di una struttura ricettiva alternativa, pensata per mettere al centro degli spazi la persona nella sua totalità.

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Il progetto della famiglia Borin

La famiglia Borin opera nel settore alberghiero da quando Guido Borin nel 1971 costruì il primo albergo a Caorle. Negli anni ottanta, poi, ha avuto la capacità e la lungimiranza di acquistare una seconda struttura e, mancato il fondatore, i figli e la moglie hanno proseguito l'attività di famiglia aumentando il numero di strutture alberghiere con ulteriori due hotels sempre a Caorle. Più recentemente la famiglia Borin ha ritenuto maturo il momento di espandere e sviluppare ulteriormente le attività del Gruppo per ampliare l'offerta ricettiva, da un lato, e consolidare ulteriormente, dall'altro lato, il patrimonio familiare oltre i confini della località di Caorle e della Regione Veneto. Il Gruppo ha, infatti, concluso l'acquisizione di un prestigioso un albergo a Grado e ha rilevato un hotel in pieno centro a Trieste che, dopo una radicale manutenzione straordinaria, è stato riaperto a fine aprile 2021 all'insegna You.Me Design Place Hotel.

Per quest'ultimo progetto la famiglia Borin ha richiesto la collaborazione dell'Architetto Simone Micheli per tradurre in forma il desiderio di una nuova e coinvolgente ospitalità secondo le linee guida del pensiero dei fratelli Borin, sotto il vigile e saggio orientamento della mamma Giuliana. Così hanno potuto trovare concreta realizzazione le ispirazioni di Antonio Emilio per il quale "Le priorità nascono spontaneamente come le emozioni e i sorrisi", di Alberto, mosso dalla convinzione che "Le migliori idee nascono dalle menti aperte", di Alessandro, secondo il quale "Se il tuo sguardo vede l'orizzonte non stai guardando abbastanza lontano" e di Giuliana convinta che "La passione e il duro lavoro portano ai risultati". Principi ispiratori che l'Architetto Simone Micheli ha maestralmente coniugato nello stile e nel design dell'albergo sito a Trieste.

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La struttura architettonica

L’edificio, con progetto architettonico e direzione lavori dell'Architetto Francesco Costa, è stato costruito alla fine del XVIII secolo. Il borgo Teresiano, voluto da Maria Teresa, imperatrice d’Austria, ricavato dall’interramento delle saline, è divenuto il nuovo fulcro commerciale e il nuovo quartiere signorile della città. Il quartiere, esempio di urbanistica moderna ha vie ortogonali che attorniano il Canal Grande (1754-56) navigabile, funzionale al ricevimento delle merci direttamente all’interno della città. L’edificio, di proprietà della Comunità Greco Orientale di Trieste, vincolato come “bene culturale” ai sensi della legge n. 1089/1939, ospitava nel 1793 lo “Spitale dei Greci”, un ospedale dove trovavano ricovero i malati ed i poveri. Nel 1829 l’immobile era sede della scuola femminile della comunità greca e nel 1915 ospitava un asilo privato della stessa. Nel 1902 venne modificata la scala interna su progetto di Domenico Monti.

Tra gli anni 1990 e 2000 l’edificio è stato oggetto di un intervento di ristrutturazione in occasione del giubileo con la trasformazione della destinazione d’uso in foresteria per i pellegrini. Il fabbricato ha una pianta rettangolare con un solo affaccio principale e affacci minori su chiostrine interne e calli retrostanti alla chiesa greco-ortodossa di San Nicola, unica chiesa di Trieste con il fronte sulla Riva. La pianta è tripartita con vano scale posto centralmente. La tripartizione si riflette anche sul prospetto principale che si compone in maniera simmetrica e a gerarchia centrale con portale arcuato di accesso centrale e portali posti su ambo i lati, con elemento centrale rialzato e coronamento a timpano.

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L’edifico ha mantenuto inalterate le caratteristiche dello stile neoclassico. Il piano terra del prospetto principale è trattato a finto bugnato in cui si aprono i tre portali con arco a tutto sesto. La parte centrale della facciata è caratterizzata da due balconi con ringhiera in ferro battuto al primo e secondo piano. Le finestre riquadrate da cornici in pietra sono sormontate da frontoni lineari aggettanti. Il restauro della facciata ha previsto due tecniche di intervento: una sul materiale lapideo e una sulla parte intonacata. Sul materiale lapideo dopo una pulitura delle superfici, le superfici degradate con depositi carbonati sono stati trattate con applicazioni di soluzioni d’ammonio carbonato. Sulle patine biologiche sono stati applicati prodotti biocidi a base di sali d’ammonio quaternario tensioattivo; il calcare marnoso è stato consolidato con prodotto non filmogeno a base di silicato d’etile per rallentare il naturale fenomeno di degrado.

Le strutture incongrue sono state rimosse meccanicamente e sostituite con nuove con malta a base di calce naturale e inerti idonei per granulometria e cromia. All’interno dell’edificio sono state eseguite leggere modifiche al piano terra per l’adeguamento dei servizi igienici per gli ospiti, per il personale, e per l’individuazione di 4 locali per gli ospiti: la reception, l’office, la sala colazioni e il bar, più la cucina. Sono state eliminate tutte le contropareti in cartongesso e messa in luce la muratura originaria in blocchi di arenaria; è stato eseguito un intervento per la eliminazione dell’umidità di risalita facendo ricorso a un impianto che permette alle correnti negative di scendere al di sotto della muratura. I pavimenti sono stati rivestiti con resina cementizia di colore grigio chiaro. Gli interventi ai piani hanno previsto il rifacimento dei servizi igienici delle camere con l’ampliamento degli stessi per corrispondere ai parametri di una classificazione a 4 stelle; nell’ultimo piano è stata realizzata una zona wellness. Tutti gli impianti tecnologici sono stati rifatti secondo le normative attuali e far ottenere il massimo confort per gli ospiti. 

Il progetto di interior design e illuminotecnico

"Ho immaginato una dimensione diversa, fuori dal quotidiano spaziotemporale, simbolo di unicità e divisioni altre, per dare forma a You.Me", così l'Architetto Simone Micheli, ideatore del progetto. L'Architetto dopo la laurea alla Facoltà di Architettura di Firenze, ha fondato lo Studio d’Architettura nel 1990 e nel 2003 e con Roberta Colla, la società di progettazione Simone Micheli Architectural Hero con sede a Firenze, Milano, Puntaldìa, Dubai, Rabat e Busan.

Le sue creazioni, sostenibili e sempre attente all’ambiente, sono connotate da una forte identità e unicità. Numerose sono le sue realizzazioni per le pubbliche amministrazioni e per importanti committenze private connesse al mondo residenziale e della collettività. I suoi lavori sono stati presentati nell’ambito delle più importanti rassegne espositive internazionali.

"Ho pensato di celebrare il rapporto tra ospite e ospitato attraverso la valorizzazione della parola che diviene effige e dunque parte integrante dell’anti canonico sistema archico. Ho concepito questo ambito volumetrico come un’opera, da offrire a Trieste e ad appassionati utilizzatori. You.Me desidera esprimere, attraverso la sua essenza, il rapporto biunivoco e di osmosi che esiste tra le cose animate ed inanimate".

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Le geometrie performanti alterano la tradizione permanente e con uno sguardo candido ed essenziale, plasmano l’intero spazio involucrato, all’interno del quale l’uomo è l’attore principale: il fulcro da cui si dipana energia. Negli ambiti tridimensionali che compongono l’hotel, la parola diventa architettonica nodalità ed il colore, impalpabile come il bianco o il grigio perla, si fa materia fisica da modellare e affiancare all’energico fluire degli elementi volumetrici.

Le superfici preziose e ricercate, gli specchi che riflettono la molteplicità di senso dell’esistenza, le immagini che fondono insieme passato, presente e futuro, diventano segni tangibili, contenitori di messaggi univoci, che con le vibrazioni illuminotecniche, connotano le aree comuni e alterano con vigore lo spazio sin dentro le camere. In questi intimi spazi caratterizzati da una pavimentazione lignea che si trasforma in rivestimento parietale, l’intenso intreccio tra vocaboli significanti permette all’ospite di comunicare con l’ambiente attorno, con i miei pensieri, con quelli della famiglia Borin, e di trasformare l’esperienza in memoria da condividere.

Gli spazi comuni caratterizzati da neutri cromatismi e da espansioni iconiche del logo dell’hotel sono immaginati per coinvolgere il cliente in una dimensione visiva e funzionale improbabile. L’ovattata ed iper comunicativa spa, dalla forte identità visiva, è stata concepita per trasportare l’utilizzatore in un vuoto surreale. Una peculiare nota olfattiva e selezionate armonie sonore completano l’insieme sinestetico, avvolgente, totalizzante.

"You.Me attraverso il proprio contenuto e la propria forma; mediante coerente fusione; contaminazione costante tra figurazioni, luce, parole e funzionalità inaspettate; esprime perfettamente un concetto a me caro: tradurre la complessità del nostro tempo in semplicità". conclude Simone Micheli.

Foto di Jürgen Eheim

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