Attacchi panico, come riconoscerli e affrontarli

Gli attacchi di panico rappresentano uno dei più comuni disturbi psicologici tra le persone. Sono fenomeni sintomatologici molto complessi e diffusi, infatti, si calcola che 10 milioni di italiani abbiano subito uno o più attacchi di panico durante l'arco della propria vita

L'attacco di panico è un disturbo caratterizzato da intensi stati di ansia accompagnati da altri sintomi psicologici e somatici che si presentano, in maniera imprevedibile, generalmente senza una razionale causa scatenante. Questi attacchi possono durare alcuni secondi ma anche diversi minuti e rappresentano uno dei più comuni disturbi psicologici tra le persone. Si tratta di fenomeni sintomatologici e sono tra i più complessi e diffusi tra la popolazione, infatti, si calcola che 10 milioni di italiani abbiano subito uno o più attacchi di panico durante l'arco della propria vita.

Quando e come può manifestarsi

Il disturbo di solito compare nella tarda adolescenza o nella prima età adulta ed ha un'incidenza da due a tre volte maggiore nelle donne rispetto agli uomini. All'insorgere delle prime crisi è frequente che tale disturbo non venga riconosciuto dal soggetto e di conseguenza venga scambiato per altre patologie specialmente di natura cardiologica, polmonare o endocrina.

Sintomi

I sintomi sono improvvisi e violenti, e possono sembrare quelli di un infarto: sensazione di oppressione al petto, dolore al torace, profonda inquietudine e sudorazione fredda, accompagnata a volte anche da nausea. L’attacco di panico è una reazione impropria del cervello che reagisce a certi stimoli entrando in “allarme pericolo di vita”, in assenza di questo reale rischio. Ecco i principali sintomi:

  • iperventilazione;

  • tachicardia;

  • tremore e brividi;

  • respiro affannato;

  • sudorazione fredda alternata a vampate

  • dolore al petto;

  • nausea;

  • sensazione di irrealtà;

  • senso di morte imminente.

Cause

Le cause che scatenano un attacco di panico possono essere molteplici e variano da soggetto a soggetto, un lungo periodo di stress, ad esempio causato da un carico di lavoro eccessivo; oppure un disagio emotivo profondo che non riesce ad emergere da lungo tempo.

Come comportarsi

Al pronto soccorso viene effettuato innanzitutto un elettrocardiogramma per escludere che la problematica sia di natura cardiaca; viene anche misurata la pressione sanguigna e di norma, escluso che si tratti di un infarto, viene somministrato un farmaco tranquillante. Quindi, accertato questo in ospedale, in caso di attacco di panico, bisogna in primis escludere che si stia verificando davvero un infarto e di conseguenza cercare di tranquillizzarsi. Pensare che non stia accadendo nulla di grave è il primo passo per rilassarsi e far scomparire un attacco di panico, bisogna in qualche modo riconoscerli e imparare a controllarli. Quando la persona interessata è giovane e non è soggetta a rischio infarto le si può chiedere di respirare per circa un minuto in un sacchetto di carta con bocca e naso e ripetere l'operazione per quattro/cinque volte, alternando un minuto di respirazione nel sacchetto, con un minuto fuori dal sacchetto. Questa pratica dovrebbe aiutare a ripristinare una respirazione regolare, prevenendo il rischio che comporta l’iperventilazione di peggiorare la sensazione di soffocamento che si percepisce durante l’attacco di panico.

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