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Martedì, 18 Gennaio 2022
Salute

Covid: quarantena, contatti stretti o a basso rischio, le regole da seguire per vaccinati e non

Contatto stretto con una persona positiva al Covid o contatto a basso rischio? Quarantena per non vaccinati, vaccinati con doppia dose o con terza dose? Isolamento o sorveglianza attiva? Cosa cambia? Ecco le regole da seguire

Da quasi due anni facciamo i conti con la pandemia e parole come 'contatto stretto' o 'quarantena' sono entrate nel vocabolario di tutti i giorni. Di fatto la campagna vaccinale ha permesso di alleggerire la pressione sugli ospedali tuttavia non di evitare periodi di isolamento per le persone a cui è stato riscontrato il virus e per chi è era in loro compagnia, ovvero il 'contatto stretto'. Esistono vari tipi di procedure da seguire a seconda dei casi, proviamo a fare chiarezza.

Chi è il contatto stretto

Va subito fatta una precisazione. Il contatto stretto è la persona che è entrata in contatto con un caso probabile o confermato di Covid nelle 48 ore che hanno preceduto i sintomi fino al momento della diagnosi e dell’isolamento del positivo.

Ma chi sono i contatti stretti? Le persone che vivono nella stessa casa di un positivo, oppure soggetti che hanno avuto un contatto fisico come una semplice stretta di mano (non è necessario sia un contatto prolungato). È un contatto stretto chiunque possa aver toccato 'le secrezioni di un caso di Covid' (un fazzoletto ad esempio), o sia rimasto seduto in treno o in aereo con un positivo a meno di due posti di distanza. Restare faccia a faccia con il contagiato a distanza di due metri per almeno 15 minuti, oppure non indossare la mascherina davanti a qualcuno poi risultato positivo al Covid. Questi i casi principali, ma attenzione: in base alla valutazione che solo gli operatori sanitari possono fare, conoscendo anche l'eventuale variante del virus, alcune persone che non rientrano nella casistica elencata possono essere considerate comunque 'contatti a rischio'.

Contatto a basso rischio

I contatti a 'basso rischio' sono ad esempio quelle persone che hanno avuto un contatto diretto con una persona contagiata a una distanza inferiore di due metri per meno di 15 minuti, oppure si sono trovati in un ambiente chiuso (mezzo di trasporto, locale pubblico) con una persona risultata positiva per meno di 15 minuti.

Quarantena, isolamento e sorveglianza attiva: cosa cambia?

La quarantena si verifica quando una persona sana, riconosciuta come contatto stretto di un positivo al Covid, restringe i propri movimenti e contatti con la comunità non uscendo dalla propria abitazione. L'intento è quello di controllare i propri parametri per scongiurare l'insorgenza del virus ed evitando così ulteriori contagi. Le regole da seguire? Si differenziano tra chi è vaccinato e non, e tra chi ha avuto un contatto stretto o a basso rischio.

Quarantena per un contatto stretto vaccinato - La quarantena per coloro che, entrati in contatto stretto con un positivo al Covid-19, abbiano il Super Pass, ma da più di quattro mesi rimane attiva. In questo caso, però, le restrizioni dureranno cinque giorni e non più sette. Chi ha ricevuto il booster o è stato vaccinato con seconda dose o è guarito comunque da meno di 4 mesi, se presenta sintomi dopo essere entrato in relazione con un positivo, deve fare un test a 5 giorni dal contatto. Il tampone può essere molecolare o antigenico.

Quarantena per un contatto stretto non vaccinato - Se un soggetto non vaccinato, o che non ha completato il ciclo vaccinale, ha incontrato un positivo al Covid deve rimanere in quarantena per almeno 10 giorni dall’ultima esposizione al virus. Per uscire dall'isolamento dovrà sottoporsi ad un test. Senza tampone la quarantena proseguirà fino al 14esimo giorno dall'ultimo contatto.

In poche parole la quarantena è obbligatoria (5 o 10 giorni) in base al ciclo vaccinale a cui si è eventualmente sottoposta la persona entrata in contatto con il positivo. Terminata la quarantena se la persona non ha sintomi ed è negativa al test può tornare alla sua vita quotidiana.

Se però durante la quarantena manifesta sintomi, sarà necessario effettuate un tampone. Se l'esito sarà positivo, è necessario aspettare la guarigione clinica e sottoporsi a un test molecolare dopo almeno 3 giorni senza manifestare alcun sintomo. Se il tampone darà esito negativo la persona potrà a condurre la sua vita, altrimenti proseguirà l’isolamento.

L'isolamento si verifica quando vengono separate le persone che hanno avuto la conferma di essere positive al Covid-19 da quelle sane per non far proliferare il virus.

Infine, la sorveglianza attiva è il contatto quotidiano tra l'operatore della sanità pubblica e il paziente in quarantena per monitorare le condizioni di salute. Essa può verificarsi anche nel caso in cui un soggetto abbia ricevuto la terza dose di vaccino. In questo caso, salta la quarantena. Al suo posto si attiva l’autosorveglianza: fino a dieci giorni dopo l’ultimo rapporto con l’infetto il vaccinato è tenuto a indossare solo la mascherina Ffp2, a patto che resti sempre asintomatico. Serve un tampone per uscire dall'autosorveglianza? A leggere l'ultima circolare del ministero sembrerebbe di no SOLO per gli asintomatici.

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